Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 04: Comunicazione politica Luogo, sala: Aula 5 (A1-D) Chair di sessione: Marco Mazzoni | |
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Al tempo degli algoritmi: esperienze informative di giovani elettori e astenuti Univeristà di Sassari, Italia Alle Politiche 2022, il 40% dei potenziali first-time voters ha scelto l’astensione (Istituto Ixè, 2022), evidenziando un’apparente polarizzazione nella partecipazione giovanile. Tuttavia, (giovani) elettori e astenuti non sono gruppi monolitici, ma presentano diverse sfumature di impegno politico (Andersen et al., 2021) e diverse esperienze informative (Woodstock, 2014). Questo studio esplora le esperienze informative dei giovani italiani che hanno scelto di astenersi o votare alle Politiche 2022. Poiché le esperienze informative dei giovani sono sempre più influenzate dagli algoritmi sui social media, lo studio esplora – nello specifico – la loro percezione di questi algoritmi, facendo riferimento alla letteratura sulle “folk theories”. Nate nell’ambito della ricerca sull’interazione uomo-macchina (Eslami et al., 2015), le folk theories sono considerate risorse culturali strategiche che permettono agli individui di generare inferenze sugli effetti dei media e che influenzano gli usi concreti che gli individui fanno dei media (Siles et al., 2020; Toff & Nielsen, 2018; Ytre-Arne & Moe, 2020). Questo studio mira a capire 1) quali folk theories degli algoritmi di news selection sui social emergono tra i giovani italiani elettori e astenuti, 2) il contesto in cui queste teorie si sviluppano (impegno politico e civico dei giovani che le elaborano, frequenza e fonti con cui (non) si informano sulla politica), 3) le (eventuali) tattiche che vengono adottate, sulla base di queste teorie, per incoraggiare / scoraggiare questi algoritmi. A maggio 2023 sono state condotte 36 interviste semi-strutturate a giovani astenuti e votanti, con una strategia di variation sampling che bilancia caratteristiche sociodemografiche in grado di influenzare il senso di connessione alla vita pubblica. Le interviste hanno indagato la consapevolezza dell’esistenza di sistemi di personalizzazione dell’informazione sui diversi social media, la percezione degli effetti di questa personalizzazione e le eventuali strategie adottate per modificare le news visualizzate. Le interviste sono state analizzate attraverso un processo induttivo e iterativo. L’analisi delle prime 20 interviste ha fatto emergere cinque folk theories sugli algoritmi, che ho etichettato come: “pratici ma limitanti”, “riduttivi”, “predatori”, “funzionali”, “spie”. Secondo la prima teoria, gli algoritmi filtrano le informazioni ma limitano la visione del mondo. Questa teoria è sostenuta dal gruppo più numeroso (3 votanti, 4 astenuti), eterogeneo per partecipazione e diete informative. Nonostante la preoccupazione per i rischi di “segregazione”, solo un intervistato evita i like nella speranza di vedere contenuti diversi, mentre gli altri sono attivi in tattiche di personalizzazione. La seconda teoria sostiene che gli algoritmi commettono errori, offrendo rappresentazioni grossolane e contenuti irrilevanti. Condivisa da 3 votanti e 1 astenuto con medio-basso engagement politico e pratiche attive di ricerca di informazione, porta all’uso di strumenti come blocchi e segnalazioni. La terza teoria vede gli algoritmi come strumenti per massimizzare l’attenzione a fini commerciali o politici. Tre astenuti sfiduciati verso la politica sostengono questa teoria, senza però evitare azioni di personalizzazione algoritmica. Secondo la quarta teoria, gli algoritmi sono utili per mostrare contenuti interessanti. I sostenitori (2 astenuti, 1 votante), poco coinvolti politicamente, si affidano alla selezione algoritmica senza spirito critico e senza modificarla. La quinta teoria evidenzia l’utilità degli algoritmi, ma anche la sensazione di essere spiati. I sostenitori (3 votanti) sono poco impegnati politicamente e si informano incidentalmente. Il gruppo ha al suo interno gli unici due giovani che dichiarano di non sapere come funzionano gli algoritmi. Nonostante si sentono spiati, non adottano alcuna tattica significativa di resistenza all’algoritmo. Questi risultati contribuiscono all’avanzamento della conoscenza scientifica su giovani, partecipazione politica, ed esperienze informative, esplorando il potere algoritmico dal punto di vista degli utenti dei social media e guardando anche ai delusi / disinteressati alla politica in uno dei Paesi con le più basse competenze digitali in Europa. | |
