Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 01: Giovani e narrazioni della crisi Luogo, sala: Aula A (B0-A) Chair di sessione: Fabio Ferrucci | |
| Presentazione 3 | |
Tempi dei giovani in 'sospensione': oltre un approccio crono-normativo Università di Cagliari, Italia Un vasto dibattito nazionale e internazionale ha affrontato la crescente complessità delle temporalità giovanili, problematizzando in particolare il momento di raggiungimento dell’età adulta – tema centrale, in particolare, di un approccio agli studi sui giovani noto con il nome “transizioni all’età adulta”. Questo articolo discute alcuni dei limiti di questo approccio emersi durante la pandemia globale da covid 19, caratterizzata da misure di distanziamento sociale che hanno colpito, in Italia, in giovani in modo particolare, per es attraverso una DAD prolungata. In tali condizioni, in termini temporali la pandemia è stata interpretata prevalentemente come una forzatura alla “sospensione”, con implicazioni su due diverse dimensioni: da un lato, i giovani hanno vissuto profondi cambiamenti nella loro vita quotidiana a causa delle restrizioni del lockdown; d’altro, abbiamo assistito ad una ricerca di stili di vita alternativi che incidono sul medio termine. Questi cambiamenti suggeriscono di riconsiderare la complessità delle temporalità giovanili, come ad es la moratoria, in chiave nuova. Confrontandomi con il concetto di ‘time work’ di Flaherty (2003), in questa presentazione discuto alcune sfumature delle forme di sospensione temporale e delle interconnessione tra tempi e agency dei giovani come emerso in pandemia. Il materiale empirico di riferimento, di tipo qualitativo (documentale e visuale con fotostimolo) è stato raccolto all’interno del progetto […]. Riflettendo sulle rappresentazione dei giovani in pandemia e sulle fratture che il distanziamento sociale ha determinato, scardinando alcuni rituali che tradizionalmente scandiscono l’esperienza giovanile (per esempio, l’esame di stato), la presentazione conclude che un focus sui ‘tempi dei giovani’ vada ripensato non tanto, o non più, sulle tempistiche di raggiungimento delle tappe, quanto sui significati che i giovani stessi attribuiscono a temporalità rinnovate, spesso elaborate intorno allo stare insieme. Tali esperienze danno valore alle temporalità esperite durante la transizione più che ad una visione 'pointilista' delle sue tempistiche, connotandole in termini generazionali, e indebolendo una visione spesso interpretata in modo crono-normativo. Un ripensamento quindi di tali categorie va nella direzione del riconoscimento dell'autenticità delle nuove forme di sospensione temporale giovanile come caratterizzanti l'esperienza generazionale. | |
