Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
|
Daily Overview |
| Sessione | |
|
Sessione 2 - Panel 10: Giornalismo e informazione in trasformazione Luogo, sala: Aula 13 (A1-C) Chair di sessione: Carlo Sorrentino | |
| Presentazione 4 | |
“Media capture”: un framework teorico utile per l’analisi dei media oggi? University of Perugia, Italia L’European Media Freedom Act, approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa nell’aprile 2024[1], ribadisce il ruolo che i media svolgono nel “promuovere il dibattito pubblico e la partecipazione civica, in quanto un’ampia gamma di fonti affidabili di informazione e di giornalismo di qualità consente ai cittadini di compiere scelte informate, anche in merito allo stato delle loro democrazie”. Allo stesso tempo, il documento mette in guardia dai rischi che tale obiettivo possa essere disatteso a causa di quello che esplicitamente viene definito “media capture”, intendendo il rischio di una scarsa indipendenza dei media. Il documento fa riferimento in particolare ai “fornitori di servizi di media”, specificando di intendere i professionisti che svolgono un servizio pubblico, in altre parole i giornalisti e le testate giornalistiche. Se questi ultimi sono “captured” e forniscono informazione distorta, i cittadini tenderanno ad informarsi tramite fonti alternative di notizie, disponibili soprattutto sulle piattaforme digitali. Il concetto di “media capture”, ripreso nel documento, è stato concepito inizialmente per descrivere la situazione dei media nei paesi dell’Europa centro orientale dopo la caduta del muro di Berlino in relazione alle interazioni dei media con la politica, le imprese e altri “interessi acquisiti”, in particolare (ma non esclusivamente) durante le transizioni da regimi autocratici a regimi democratici (Mungiu-Pippidi 2008, 2012). Oggi viene utilizzato per descrivere i media in varie parti del mondo che sono sotto il controllo diretto o indiretto di interessi politici/commerciali, anche se non sono più formalmente e pubblicamente sotto il controllo dello Stato (Dragomir 2024, Bajomi-Lázár 2024). Formulato prima dell’avvento di Internet, il concetto è stato recentemente esteso agli spazi digitali. Alcuni autori (Nielsen 2017, Shiffrin 2021) lo applicano anche alle piattaforme digitali, mentre altri propongono la definizione alternativa di “media environment capture” (Sevignani et al. 2025). Tuttavia, la letteratura attuale tende a limitare l’analisi all’interazione tra media tradizionali e piattaforme digitali, senza considerare pienamente le dinamiche proprie dell’ecosistema informativo attuale. L’informazione non è più esclusivamente appannaggio dei giornalisti professionisti e dei media tradizionali: attori politici, pubblicitari, influencer, cittadini privati e media alternativi contribuiscono alla formazione dell’agenda pubblica sui social media. Tra questi vi sono anche agenti malevoli che favoriscono la diffusione di disinformazione e misinformazione. Di conseguenza, il fenomeno della “media capture” può manifestarsi in forme diverse e per scopi eterogenei, coinvolgendo una molteplicità di attori. A nostro avviso il concetto di “media capture” è stato utilizzato nel tempo per indicare fenomeni diversi e necessita di una maggiore precisazione teorica. L’obiettivo del paper è problematizzare il concetto e proporre una nuova definizione attingendo ad altre tradizioni di ricerca sul giornalismo e sui media. Seguirà una proposta di operativizzazione del concetto del rischio di “media capture”, che cercherà di andare oltre le misure tradizionalmente individuate fin qui, quali ad esempio la garanzia del pluralismo dei media, l’indipendenza editoriale e la trasparenza della proprietà e dei finanziamenti alle testate giornalistiche. Sebbene queste condizioni siano necessarie, non sono tuttavia più sufficienti per garantire la promozione del dibattito pubblico e la partecipazione civica indicate dall’Unione europea. [1] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32024R1083 | |
