Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 03: Comunicazione ambientale e rischio climatico Luogo, sala: Aula Magna Baffi (A0-F) Chair di sessione: Roberta Paltrinieri | |
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Pressed for climate change. De-costruzioni e ri-costruzioni dei tempi della transizione ecologica Università di Napoli Federico II, Italia L’analisi della dimensione temporale assume un ruolo cruciale negli studi sociali sulla sostenibilità ambientale. I diversi mondi sociali coinvolti nella costruzione di politiche di mitigazione climatica sottolineano il carattere di ’urgenza’ della crisi climatica, palesato tanto dalle proiezioni diffuse dalle istituzioni scientifiche (ad es. le simulazione dell’IPCC che mostrano possibili scenari di una Terra inabitabile alla fine di questo secolo), quanto dalle timeline definite dalle politiche che definiscono obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro (es. Agenda 2030, carbon-neutrality europea nel 2050). In questo contesto, una trasformazione degli stili di vita individuali orientata al concetto di sostenibilità ambientale rappresenta una delle strategie invocate ritenute necessarie. Nell’ambito di un progetto ****, è stata realizzata un’indagine finalizzata a rilevare i fattori sociali che concorrono nel determinare l’adozione (o la non adozione) di pratiche ecologiche in prospettive pro-sociali e pro-ambientali, relativamente ai temi della mobilità, dell’alimentazione e della climatizzazione degli ambienti. Attraverso 12 focus group condotti in quattro diverse regioni italiane, su un campione differenziato per fasce di età e contesti territoriali (urbani e suburbani) sono quindi state raccolte ed analizzate diverse sensibilità, esperienze e pareri. Dall’analisi di tali focus group la dimensione temporale emerge come significativa nel definire le scelte individuali volte a contrastare i cambiamenti climatici. Nella percezione dei partecipanti alla ricerca, l’adozione di tali pratiche è difatti vincolata a quelli che la ricerca identifica come generatori di tempo (Rinderspacher 1988) della vita quotidiana contemporanea, i dispositivi regolativi che a) creano requisiti e regolamenti temporali vincolanti; b) impongono un ritmo ai diversi sistemi sociali; c) standardizzano il tempo in ciascun sistema. Tali generatori temporali condizionano le pratiche di mobilità e di alimentazione, determinando asincronie all’interno delle differenti reti sociali (familiari, lavorative ecc.) nelle quali sono coinvolti. Sulla base di tale ricerca, il contributo propone un’interpretazione critica del processo di transizione ecologica informata da fonti afferenti alla teoria critica (Rosa 2015), alla sociologia economica (Wallerstein 2006), alla critica del valore e alla teoria della decrescita (Jappe 2013, Jappe 2014, Georgescu-Roegen 2003, Latouche 2007), alla Slowing Down Society (Torres e Gross, 2022; Vostal 2017). Alle asincronie rilevate tra i tempi richiesti dalle pratiche ecologiche e quelli dettati dall’accelerazione della vita nel capitalismo digitale (Wajcman, 2020), corrispondono difatti asincronie temporali delle politiche della transizione ecologica. I generatori temporali che emergono dall’analisi dei discorsi sulla transizione suggeriscono soluzioni rapide e semplificate rispetto alla complessità della tematica ecologica, ma difficilmente praticabili e, talvolta, dalla dubbia efficacia se analizzate in un’ottica di lungo termine. La de-costruzione e la ri-costruzione delle pratiche temporali della vita quotidiana appaiono dunque prassi fondamentali per attivare soluzioni – di natura infrastrutturale, organizzativa, politica - realmente sostenibili tanto in una prospettiva ecologica, quanto in una prospettiva sociale. | |
