Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 03: Crisi climatica e sostenibilità Luogo, sala: Aula Magna Baffi (A0-F) Chair di sessione: Paola Parmiggiani | |
| Presentazione 4 | |
Guadagnare tempo. Nudge e comunicazione pubblica per prevenire il rischio e praticare la sostenibilità 1: Università di Camerino, Italia; 2: Università degli studi di Macerata, Italia Di fronte alle nuove sfide globali, dai cambiamenti climatici alle crisi sanitarie, si fa sempre più necessaria una comunicazione pubblica credibile, efficace, pervasiva sui temi del rischio e, più in generale, sulle questioni relative all’ambiente e alla sostenibilità. La ricerca che si intende presentare individua un particolare strumento, quello dei nudge - le “spinte gentili” –, sia analogici che digitali, come nuovo territorio nel quale innestare un'alternativa comunicativa che può tentare di disinnescare le criticità relative ai tempi di crisi e di emergenza, lavorando sulla prevenzione nei periodi di pace e migliorando comunque la risposta collettiva a crisi sanitarie e ambientali in un ecosistema multirischio. Nello specifico, vengono presentati i risultati di una ricerca sull’applicazione dei nudge nella comunicazione pubblica istituzionale, prendendo in considerazione casi studio nazionali e internazionali, in ottica di salute estesa e globale, includendo esempi significativi legati alla pandemia da COVID-19, altri in cui viene contrastato il rischio ambientale (come il piano Day Zero per la gestione della siccità a Città del Capo, il Palau Pledge per la conservazione dell’ecosistema e contrasto al turismo dannoso, e il programma Clean India Mission per la salute/igiene pubblica), fino ad alcuni casi relativi al miglioramento della qualità della vita in ambito urbano. La ricerca ha avuto l’obiettivo di esplorare i “livelli di spinta” impiegati nei diversi nudge nel tentativo di colmare il fabbisogno comunicativo necessario per riequilibrare la distanza fra rischio reale e rischio percepito, e per raggiungere l’impatto desiderato anche in termini di sostenibilità a più livelli (economica, ambientale, sociale), dimostrando l’efficacia delle politiche comunicative basate su questo tipo di strumenti. La metodologia utilizzata è di tipo quanti-qualitativo. In una prima fase sono stati selezionati 18 casi di applicazioni di nudge e si è proceduto con un’analisi esplorativa che evidenziasse obiettivo, strategie comunicative e architettura/euristica impiegata, utilizzando le tipologie indicate in letteratura. In una seconda fase è stato assegnato a ciascun nudge un punteggio su scala da 1 a 5 (dove 1=minimo e 5=massimo) sia per la variabile del “Livello di rischio percepito” sia per quella dell’”Impatto” (collaborazione X frequenza del nudge): attraverso l’analisi della relazione tra queste due dimensioni, si è valutato il livello di spinta necessario per raggiungere i livelli di sostenibilità auspicati (economica, ambientale, sociale). I risultati hanno dimostrato come, in situazioni a differenti livelli di rischio percepito, all’aumentare della spinta del nudge cresce la consapevolezza del rischio reale e anche l’impatto sulla popolazione e sul territorio, con un corrispondente posizionamento crescente sulla scala della sostenibilità. Da una mera sostenibilità economica, relativa ai costi, si può spingere i territori, le popolazioni, i cittadini a mantenere nel tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali, fino a raggiungere una sostenibilità sociale, intesa come capacità di garantire benessere umano in modo equo. La ricerca dimostra anche come coinvolgendo attivamente le comunità nella gestione del rischio, promuovendo soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide contemporanee, si possa superare la dittatura del tempo. | |
