Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Sessione 2 - Panel 07: Pratiche e literacy dell'IA Luogo, sala: Aula 7 (A1-G) Chair di sessione: Giovanni Boccia Artieri | |
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Intelligenza artificiale nella salute e nella cura: analisi degli immaginari istituzionali Università Cattolica del Sacro Cuore, Italia Nell’ambito degli studi STS (Bijker et al., 1989; Mackenzie & Wajcman, 1999), è stato ampiamente evidenziato il ruolo degli immaginari nello sviluppo tecnologico fornendo cornici interpretative e influenzando i percorsi di innovazione tanto nella produzione quanto nel consumo (Bakiner, 2023; Sartori & Bocca, 2023). La loro analisi può quindi condurre, a ritroso, a comprendere meglio lo scenario e le direttrici entro cui le tecnologie vengono progettate e proposte. Diversi studi si sono occupati di indagare gli immaginari dell’Intelligenza Artificiale (IA) in documenti istituzionali quali l’AI Act UE e le policy nazionali, a livello generale o in specifici settori come quello della salute e della cura (Bareis & Katzenbach, 2022; Corsi & D’Albergo, 2024; Hoff, 2023; Sartori & Bocca, 2023; Tucker, 2023). Il presente contributo si inserisce in questo dibattito, analizzando gli immaginari e le cornici narrative presenti nei documenti istituzionali italiani che riguardano l’intersezione fra salute, cura e IA. La ricerca ha riguardato i documenti di istituzioni pubbliche nazionali rilasciati negli anni 2022-2024, in particolare la Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026, il Modello predittivo 2.0 del Ministero della Salute, il Monitor 47 di AGENAS. È stata effettuata un’analisi del discorso codificando le macroaree narrative su evoluzione tecnologica (continuità/rottura, obiettivi, funzioni), attori coinvolti, dimensione temporale (accelerazione/decelerazione, archi temporali), dimensione spaziale (luoghi della cura), dimensione riflessiva (etica, rischi). I risultati preliminari mostrano che l’IA è immaginata come una forza rivoluzionaria, in grado di ottimizzare i processi, supportare la programmazione, migliorare il rapporto fra cittadini e istituzioni. Si tratta di un processo inevitabile: non si pone in questione se ma come adottare sistemi di IA. Gli attori coinvolti sono molteplici: autorità pubbliche, Pubblica Amministrazione, enti che si occupano di salute, formazione a tutti i livelli (scuole e università). Le istituzioni sono presentate come l’ente guida, promotore, regolatore e connettore. Gli orizzonti temporali sono a breve termine (attivazione di progetti e misure immediate) e medio/lungo termine (soprattutto per la ricerca). Il senso di urgenza è acuito dalla definizione delle politiche per l’IA come un “bersaglio mobile”, ovvero oggetto di costante revisione. I progetti concretamente finanziati sono ancora limitati. Per la sanità nazionale il principale è dedicato all’IA applicata al supporto dell’assistenza primaria nell’ambito dell’elezione della casa come luogo di cura, in particolare per pazienti cronici e over 65, pensando i servizi assistenziali in modo integrato. L’approccio è quello “One Health” in cui si sostengono prevenzione, stili di vita sani, cura delle persone fragili. Rispetto alla dimensione riflessiva, nella Strategia Italiana appare la consapevolezza di una non neutralità della tecnologia, con l’esigenza di produrre una IA che colga le specificità del contesto culturale italiano con soluzioni non proprietarie e con la visione antropocentrica propria dell’Unione Europea. Vi è consapevolezza dei rischi, ad esempio omogenizzazione culturale, digital divide, disuguaglianze sociali, inefficacia dei progetti. Nell’ambito della salute si deve prestare attenzione allo sviluppo di LLM etici, senza “allucinazioni”, proteggendo il diritto degli autori e rendendo disponibile la tracciabilità dei contenuti. L’immaginario risente del dibattito più recente (es. su bias e rischi dell’IA) e del contesto culturale europeo (istituzioni come regolatore vs deregulation). Nella Strategia Italiana salute, cura, benessere, impieghi sociali dell’IA hanno un peso marginale rispetto all’ampia attenzione dedicata al settore delle imprese. La limitatezza dei KPI di valutazione in particolare rispetto all’impatto sociale sui processi di cura e salute lascia trasparire la mancanza di un collegamento fra immaginari e pratiche, su cui invece sarebbe auspicabile una maggiore connessione anche in relazione alle sfide demografiche del nostro Paese. In relazione al tema della conferenza, questo studio offre una prospettiva critica su come le istituzioni pubbliche stiano incorporando e comunicando l’innovazione tecnologica in ambito sanitario e assistenziale. | |
