Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 07: Tempo e teoria sociale Luogo, sala: Aula 7 (A1-G) Chair di sessione: Emiliana Mangone | |
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Cronotopi del contemporaneo. Tempo dell’apocalisse, del disconoscimento, dell’eccezione. Università Milano-Bicocca, Italia Il contributo si propone di interrogare alcuni fra i cronotopi che caratterizzano il multiverso temporale dell’attualità (Boltanski, Esquerre). Al centro dell’analisi si colloca la specifica costruzione sociale del regime di temporalità (Elias 1983) sottesa a una certa tipologia di narrazioni rubricate sotto la voce “complottismo”. L’ipotesi è quella dell’adesione a un cronotopo incentrato sull’Apocalisse, intesa non tanto in termini escatologici o catastrofici quanto nel suo significato originario di momento di “rivelazione” e “svelamento”. Si tratta di una temporalità orientata a una cesura fra un tempo della menzogna e un tempo del disoccultamento in cui la “verità”, tenuta in ostaggio da potenti meccanismi di manipolazione, emergerebbe nella sua integralità conducendo alla restaurazione di un ordine perduto o all’adeguamento fra piano delle rappresentazioni e piano della realtà. Ad aderire a un simile schema sono non solo le componenti del milieu “cospirazionista” più immediatamente partecipi di una dimensione religiosa (dal sionismo cristiano di matrice evangelica al tradizionalismo cattolico) ma anche quelle più “secolarizzate” o sincretiche fino a giungere agli ambienti culturali maggiormente orientati in senso Dark Enlightment o transumanista. Per analizzare il cronotopo del “complottismo ci si rivolgerà da una parte alla letteratura critica che negli ultimi decenni si è raccolta intorno al tema della conspiracy theory, con particolare riferimento a fenomeni tipo QAnon o il “Great Replacement (Butter, Knight 2020; Uscinski 2018; Harambam 2021; Navarini 2025), sia a un’analisi empirica condotta su materiali legati agli outlet informativi più influenti dell’ecosistema “complottista” italiano (BioBlu, Cruna dell’ago ecc.). In termini di comparazione, l’analisi si estenderà a due ulteriori cronotopi che segnano altri tentativi di comprensione dello scenario di policrisi della contemporanità. Da una parte ci si soffermerà sul tempo “immobilizzato” di quello che Alenka Zupancic definisce come il rovescio dialettico e funzionale del complottismo, ossia il “disconoscimento” (Zupancic 2024), dall’altra sul tempo “sospeso” delle narrazioni sullo “stato di eccezione” come chiave di interpretazione di un presente collocato all’insegna della deroga (Guareschi, Rahola 2011). Dal punto di vista metodologico, si farà riferimento in primo luogo al concetto di “cronotopi” di Michail Bachtin (Bachtin 2001), trasferendolo dall’ambito letterario a quello della sociologia culturale e dell’analisi del discorso. Altri riferimenti fondamentali sono costituiti dalle ricerche di Norbert Elias sulle strutture sociali della temporalità (Elias 1983), di Johannes Fabian sul tempo e la scrittura antropologica (Fabian 2021), di Jacques Le Goff sulla coesistenza/alternanza di orientamenti temporali nel corso della storia (Le Goff 2000), di Eric Alliez sulla strutturazione delle “conduites des temps” (Alliez 1991-1999). | |
