Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 05: Genere, media e piattaforme digitali Luogo, sala: Aula Magna ex Facoltà di Scienze Politiche (B0-B) Chair di sessione: Federico Boni | |
| Presentazione 5 | |
La resistenza algoritmica come strumento di lotta contro la violenza di genere online e offline 1: Sapienza Università di Roma, Italia; 2: Link Campus University; 3: Università degli Studi di Padova L’obiettivo dell’intervento è analizzare la violenza di genere digitale in Italia da una prospettiva transfemminista, identificando quali sono le forme di violenza di genere digitali, verso chi sono dirette, le strategie di contrasto intraprese e le possibili azioni da intraprendere. Punto di partenza dell’analisi è che la violenza digitale di genere, declinata nelle sue diverse forme (Henry et al. 2020), può essere contrastata più efficacemente attraverso pratiche che nascono dalla riflessione femminista sulla non neutralità delle tecnologie e dei network sociotecnici, inquadrando le modalità di resistenza al potere delle piattaforme, anche attraverso una resistenza algoritmica e ai sistemi di classificazione (Bonini e Treré, 2024; D’Ignazio e Klein 2023). Considerando queste premesse, l’analisi interseca due prospettive rispetto a tali forme di resistenza, una radicata nella riflessione sull’impatto delle comunicazioni digitali sulla dimensione temporale, l’altra nella continuità tra spazio digitale e fisico. Come sottolinea Jucker (2003), la comunicazione internet-based è caratterizzata da una nuova articolazione del sincrono e dell’asincrono. Le tecnologie espandono la potenzialità di comunicazione sincrona, riarticolando il linguaggio con forme scritte, verbali e visuali. Tuttavia, il messaggio resta disponibile per un tempo maggiore, agendo a distanza di tempo su chi lo riceve/visualizza, rispetto al momento in cui è agita l’intenzione di chi lo invia. Pertanto, il messaggio può essere oggetto di ricezioni multiple, modificato e cambiato in momenti diversi del proprio quotidiano, espandendo il proprio impatto temporale, in quanto svincolato dalle tradizionali restrizioni fisiche. Tale forma di espansione temporale e dematerializzazione della comunicazione agisce sulla seconda prospettiva di analisi rispetto alla violenza digitale. Molti studi sottolineano come quest’ultima comporta ripercussioni sui corpi di chi ne è vittima, evidenziando una continuità sociale e simbolica tra lo spazio digitale e quello fisico (Wilding & Critical Art Ensemble, 1998). Pertanto, i corpi stessi sono da considerarsi portatori di messaggi – dunque strumento di ri-materializzazione del messaggio – e al contempo spazi di lotta e territori di azione (Spíndola Zago, 2017), che intersecano spazi online/offline. Queste forme incorporate di resilienza e empowerment possono essere indagate da una prospettiva transfemminista delle tecnologie (Peña e Varon 2020; Fischetti e Torrano, 2024), consentendo l’identificazione di un discorso dominante della costruzione dell’identità e delle relazioni di genere online. Se le piattaforme, infatti, possono facilitare e dilatare nel tempo e nello spazio la violenza di genere e la perpetrazione di modelli relazionali egemoni e violenti, esse possono contribuire a contrastare le diverse forme di violenza di genere digitale, attraverso strategie di decostruzione in chiave transfemminista, che interrogano la modalità di sviluppo delle tecnologie e le resistenze corporali ed algoritmiche, sfidando i limiti del modello tecnologico dominante. A partire da tali considerazioni, il contributo intende presentare e discutere i risultati preliminari emersi dalle analisi di 40 interviste qualitative condotte sul territorio nazionale nell’ambito del PRIN “Gendering Internet. Violence, Resilience and Empowerment in digital spaces - GIVRE”, il cui obiettivo principale è indagare le diverse forme di violenza di genere abilitate da tecnologie digitali e di esplorare le pratiche di resilienza, resistenza e autodeterminazione elaborate dagli/lle utenti. Le interviste hanno coinvolto un insieme diversificato di utenti in termini di identità di genere, orientamento sessuale, fasce anagrafiche, collocazione geografica e titolo di studio. L’analisi tematica ha permesso di rilevare: le abitudini online degli/lle utenti, l’esposizione alla violenza di genere (con uno sguardo anche alle differenze generazionali), le diverse forme di violenza sul web, quali hate speech a sfondo sessista, omofobo, misogino, dick pic, sexual harrassment, e le modalità di resistenza e contrasto tanto individuali quanto collettive al potere delle piattaforme, nel quale si radica la produzione stessa della violenza digitale. | |
