Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 09: Immaginari urbani e turistici Luogo, sala: Aula 12 (A1-B) Chair di sessione: Emiliano Ilardi | |
| Presentazione 3 | |
Cronotopie contese del nuovo turismo urbano. Narrazioni digitali ed esperienza dei luoghi in tre quartieri romani 1: Sapienza Università di Roma, Italia; 2: CulTurMedia LegaCoop Le grandi città sperimentano oggi forme inedite e voraci di abitare temporaneo, di norma (ma non esclusivamente) legate al turismo, che generano ricadute critiche sulla qualità della vita dei residenti e sull’esperienza stessa dei visitatori (Dodds & Butler, 2019). A Roma, dopo le aree di interesse artistico, il processo coinvolge quartieri semicentrali in cui da tempo si registrano trasformazioni nella composizione socioeconomica e nelle dinamiche socioculturali. Queste aree attirano i flussi di un nuovo turismo urbano (Roche, 1992), basato sulla ricerca di luoghi alternativi rispetto ai centri storici iperturistificati (D’Eramo, 2017), nei quali è possibile vivere esperienze e ritmi di vita “da residenti” (Füller & Michel, 2014; Mody 2016) – un fenomeno che comprime il mercato residenziale, esacerbando i fenomeni di gentrificazione e inaugurando specifiche modalità di mercificazione del capitale sociale e culturale dei luoghi (Smith, 2005; Novy & Colomb, 2016). Gli studi su piattaforme come Airbnb e Booking evidenziano il ruolo cruciale che queste giocano nell’accelerare tali processi (Nilsson, 2020), operando come attori politici (Parisi, 2018) con ruolo di indirizzo e mediazione algoritmica (Parisi, 2022). Da questo punto di vista, esse partecipano al processo di produzione dello spazio (Lefebvre, 1974) e alla sua governance (Fields et al., 2020), trasformando l’esperienza stessa della città (Caprotti et al., 2022). Il meccanismo di curation algoritmica genera inoltre immagini “sintetiche” della realtà urbana basate su rappresentazioni individuali e collettive negoziate dai meccanismi di piattaforma (Romano et al., 2023), sulle quali le città sono chiamate a modellare le proprie estetiche per non tradire le aspettative dei visitatori. Specifiche porzioni di territorio (una piazza, una strada, un luogo della movida) identificate come maggiormente rilevanti dall’interazione tra utenti e algoritmi (Celata et al., 2020) danno così forma all’identità percepita dei quartieri, orientano lo sguardo del turista e adattando l’immagine dei luoghi a una sensibilità globale (Urry 1990; 2008). A partire da queste considerazioni, il contributo presenta i risultati di una ricerca qualitativa sulle culture urbane in trasformazione in tre quartieri romani situati a ridosso del centro storico – Pigneto, San Lorenzo, Esquilino – la cui popolazione temporanea (Brollo & Celata, 2022) è in decisa crescita, anche per l’effetto di processi correlati (“foodification” e “studentification”, cfr Navarro-Jurado et al., 2023). Gli studi che hanno problematizzato le trasformazioni avvenute in questi quartieri (Parisi, 2014; Carbone & Di Sandro, 2019; Meli & Ricotta, 2022) raramente li inquadrano all’interno della riflessione sulle interferenze delle piattaforme digitali. La ricerca mira a colmare questa lacuna raccogliendo attraverso interviste in profondità il punto di vista di attivisti, associazioni culturali, commercianti, abitanti stabili e temporanei, al fine di identificare gli aspetti attrattivi e problematici dei tre quartieri e il ruolo delle piattaforme digitali nelle trasformazioni in corso, e raccogliere proposte di comunicazione della cultura dei luoghi che possano sensibilizzare a un’abitare temporaneo più consapevole. I primi risultati mostrano che queste aree assumono significati culturali che li collocano in opposizione ai flussi dell’overtourism; sono caratterizzati da un immaginario condiviso che combina memoria storica, creatività artistica, connotazione politica progressista o antagonista e una ampia offerta di luoghi dedicati al consumo (enogastronomia su tutti). I quartieri emergono come unità spazio-temporali in cui il tempo (memoria, storia e identità sedimentata, veicolate dal racconto dei media e dalla selezione algoritmica delle piattaforme) precipita nell’esperienza localmente situata della fruizione turistica e dell’abitare temporaneo. Questi cronotopi (Bachtin 1975), valorizzati dal (re)branding dell’identità dei quartieri, appaiono tuttavia contesi: la coolness che li circonda rende attrattivi i luoghi e le routine quotidiane dei residenti, ma contribuisce alla percezione di un cortocircuito culturale in atto, con il quale si confrontano campagne e iniziative di riappropriazione e risignificazione politica attivate trasversalmente negli spazi fisici e negli ambienti digitali. | |
