Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Sessione 4 - Panel 08: Ageing e relazioni intergenerazionali Luogo, sala: Aula 11 (A0-B) Chair di sessione: Elisabetta Carrà | |
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Inattivi o iperconnessi? Superare l'ageismo digitale durante e dopo l’emergenza Covid-19 Università Cattolica del Sacro Cuore, Italia Il concetto di “active ageing” (invecchiamento attivo) è emerso nel discorso pubblico come una strategia valida per affrontare le sfide socio-economiche poste dall'invecchiamento della popolazione, incoraggiando una visione della vecchiaia come un periodo che può/deve essere ancora produttivo e attivo. Tuttavia, come hanno notato diversi studiosi (Cappellato - Mercuri, 2023), i discorsi istituzionali spesso promuovono un modello liberista di "invecchiamento di successo," dove la responsabilità individuale degli anziani nel "dover essere attivi" è celebrata con poca considerazione per i fattori contestuali (Colombo, 2017) ed è sintomo del tentativo di scaricare sugli anziani le difficoltà del welfare nel garantire a tutti i servizi essenziali: a fronte di una rischiosa crescita della spesa pubblica e di arretramento dello Stato, emerge la necessità di avere anziani sempre più produttivi (e sani) e che badino in primis individualmente al proprio benessere. L'invecchiamento attivo è una narrazione culturale che prescrive anche come gli anziani dovrebbero usare le tecnologie della comunicazione e i servizi pubblici digitali (Bonifacio, 2021). A partire dalle premesse delle ricerche sul divario digitale, che sostengono che una maggiore alfabetizzazione digitale dovrebbe migliorare il benessere e l'inclusione sociale degli anziani (Ragnedda, 2018), un numero crescente di studi empirici ha esaminato l'adozione delle tecnologie digitali come strumento per promuovere il buon invecchiamento. Il modello normativo dell'invecchiamento attivo e dell'uso della tecnologia tra le persone anziane ha favorito la diffusione di una serie di discorsi che hanno visto gli "anziani non digitalizzati" come una categoria "per sé" svantaggiata e, possibilmente, da superare. Infatti, se le tecnologie digitali aiutano a mitigare alcuni problemi legati all'età, le persone anziane non tecnologizzate rischierebbero di perdere queste opportunità (Sagong - Yoon, 2022). L'emergenza Covid-19 ha moltiplicato la pressione sugli anziani per l'uso dei media e dei servizi digitali, con un brusco cambiamento nel discorso pubblico nel nostro Paese: gli anziani sono passati rapidamente dall'essere “strutturalmente” inadatti a usare le tecnologie all'essere costretti a usarle per dimostrare di essere ancora attivi e connessi nonostante le restrizioni dovute alla pandemia. La nostra ricerca qualitativa longitudinale (2020-2024), condotta intervistando un panel di 40 anziani italiani, cerca di ricostruire le strategie adottate dagli anziani per sfidare gli stereotipi che collegano l'uso/non uso delle tecnologie digitali ai processi di invecchiamento. In particolare, la ricerca porta alla luce il tentativo degli anziani di trovare una propria “strada” nell'uso delle ICT, che superi sia gli stereotipi ageistici di anziani naturalmente lontani dal mondo digitale, sia gli stereotipi di anziani che per rimanere attivi, affrontare l'emergenza Covid-19, vivere a pieno la propria vita hanno bisogno di essere iperconnessi. Nonostante la generale spinta all’inclusione digitale degli individui anziani, la ricerca mostra una interessante capacità di resistenza della popolazione anziana, in grado spesso di scegliere tempi e modi di utilizzo delle ICT, nonostante la pressione alla digitalizzazione. Le forme di disconnessione volontaria, negoziazione, rifiuto da parte della popolazione anziana all’utilizzo di tecnologie digitali hanno reso le traiettorie di utilizzo delle ICT da parte degli over 65 spesso sorprendenti e non scontate. | |
