Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 05: Genere, media e piattaforme digitali Luogo, sala: Aula Magna ex Facoltà di Scienze Politiche (B0-B) Chair di sessione: Federico Boni | |
| Presentazione 4 | |
Quando "Breast is Bad". La critica all'ideale del "Breast is Best" nei social media italiani Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Italia Gli spazi digitali dedicati alla genitorialità sono oggi il principale terreno di scontro delle mommy wars, dove l’abbondanza di informazioni disponibili alimenta un clima di reciproca sorveglianza tra genitori e intensifica i conflitti sulle pratiche educative (Abetz, Moore, 2018). In questo contesto di crescente polarizzazione, il dibattito sull'allattamento emerge come tema particolarmente divisivo. La contrapposizione emerge tra chi aderisce alle raccomandazioni sanitarie ufficiali a sostegno dell'allattamento al seno e chi rivendica la libertà di scelta a tutela del benessere materno. Il principio medico-scientifico del breast is best contribuisce a definire uno standard genitoriale normativo che iper-responsabilizza le madri, generando sensi di colpa in chi non allatta (Murphy, 1999). Questo contributo analizza il profilo Instagram Mamme a Nudo come esempio di contronarrazione che si oppone a questo paradigma. Il lavoro metterà in luce come tale contronarrazione possa, tuttavia, riaffermare, seppur in forme diverse, una nuova normatività materna attraverso le modalità comunicative adottate sulla piattaforma social. Mamme a Nudo si inserisce in un ampio contesto di critica alla maternità intensiva (Hays, 1996), di cui l’allattamento al seno, per il suo carattere impegnativo, costituisce una pratica chiave. Questo modello impone alle madri di dedicare ingenti quantità di tempo, risorse ed energie alla crescita dei figli, affidandosi agli esperti per prendere le migliori decisioni (Ennis, 2014). La dipendenza dal sapere esperto (Giddens, 1990) nella scelta del tipo di allattamento è accentuata nell’odierna società del rischio (Beck, 1992), che attribuisce alle madri un ruolo centrale nella gestione delle incertezze e dei pericoli per la salute infantile – inclusi i rischi connessi all’alimentazione (Afflerback et Al., 2013). Definendo l’uso del latte artificiale una pratica rischiosa, il discorso medico-scientifico consolida l'allattamento al seno come standard della buona maternità (Knaak, 2010; Murphy, 2000). Le madri che ricorrono alla formula sono dunque chiamate a giustificare tale decisione, negoziando fra gli imperativi della maternità intensiva e le loro esigenze quotidiane per preservare l’immagine di buona madre (Faircloth, 2010; Lee, 2008; Marshall et Al., 2007). All’interno del quadro delineato, questo lavoro intende rispondere ai seguenti quesiti: (RQ1) In che modo Mamme a Nudo articola la critica al discorso medico-scientifico dominante sull’allattamento, e attraverso quali pratiche affettivo-discorsive viene legittimato l'uso del latte artificiale? (RQ2) In che misura tale critica ristabilisce una normatività materna? (RQ3) In che modo la critica di Mamme a Nudo alle raccomandazioni sanitarie ufficiali, attraverso l'esibizione di studi scientifici alternativi, finisce per riaffermare l’autorità del sapere medico e consolidare il paradigma del rischio, continuando a iper-responsabilizzare le madri? Le domande di ricerca saranno indagate tramite il metodo dell’etnografia digitale (Hine 2015), prendendo in esame i contenuti sull’allattamento di Mamme a Nudo e contestualizzandoli all’interno del progetto. L’analisi parte dall’ipotesi di Pedersen e Lupton (2016), secondo cui gli spazi online dedicati alla maternità sono comunità di sentimento, dove le madri, attraverso pratiche affettive (Wetherell, 2012), costruiscono collettivamente le proprie idee di genitorialità (RQ1). Tuttavia, in un contesto di competizione e parent-blaming (Jensen, 2018), pratiche affettive come l'uso ironico del beta mothering (Syler, 2008) possono emergere come meccanismi per gestire il conflitto emotivo tra le proprie scelte e l’ideale della maternità intensiva (Jensen, 2013). La critica di Mamme a Nudo al principio del breast is best potrebbe rispondere a una simile necessità affettiva: deviare consapevolmente dalla norma dimostrando comunque la propria competenza genitoriale ma, al tempo stesso, riaffermando implicitamente il modello materno dominante (RQ2). Infine, il profilo rafforza la propria posizione attraverso studi scientifici che contraddicono le raccomandazioni mediche ufficiali. Si ipotizza, quindi, che Mamme a Nudo riformuli il concetto di rischio, includendo il benessere materno come variabile chiave, pur rimanendo all’interno dello stesso paradigma iper-responsabilizzante da cui vorrebbe allontanarsi (RQ3). | |
