Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
|
Daily Overview |
| Sessione | |
|
Sessione 2 - Panel 02: Arte, performance e politiche culturali Luogo, sala: Aula 2 (AO-A) Chair di sessione: Laura Gemini | |
| Presentazione 5 | |
Il tempo mediatizzato della partecipazione: WhatsApp come strumento di co-progettazione e di ricerca-azione e nelle arti performative Università di Urbino Carlo Bo, Italia Il tempo è una delle variabili chiave negli studi sulla partecipazione culturale, artistica e mediale. Come sottolinea Carpentier (2011) la partecipazione viene ridotta a interazione questa essa diventa un atto puntuale o a un semplice momento di coinvolgimento - come spesso favorito dalle retoriche dell’empowerment. L’analisi dei progetti partecipativi ha sin dall’origine posto la dimensione temporale come discrimine fondamentale tra la partecipazione come “ornamento” e la partecipazione come processo capace di generare un impatto a lungo termine sulle persone (Matarasso 1997). Anche il tempo della “sola” esperienza spettatoriale non può essere relegato alla durata compressa del testo mediale o della performance. Se ciò è vero in generale, perché l’esperienza riflessiva anticipa e si protrae oltre il tempo transitorio dello spettacolo (Reason 2010), lo diventa più nettamente con l’intensificarsi della performatività delle audience (Abercrombie, Longhurst 1998) e della mediatizzazione della liveness (Gemini, Brilli 2023), che estende il tempo del “dal vivo” oltre l’evento effimero. Questa prospettiva converge con la temporalità di progetti culturali nell’ambito delle arti performative contemporanee non più necessariamente dirette alla creazione di un prodotto finale della ricerca ma piuttosto orientate a promuovere progetti di arte partecipativa, di community engagement e di welfare culturale. Tale convergenza richiede metodologie di ricerca appropriate, capaci di cogliere il tempo espanso dell’esperienza di spettatrici e spettatori che spesso entrano a far parte della progettazione stessa delle iniziative culturali e artistiche alle quali partecipano. Un ulteriore elemento di analisi, coerente con il processo di mediatizzazione, riguarda gli utilizzi delle tecnologie digitali e la piattaformizzazione culturale (Poell et al. 2021). App di messaggistica come WhatsApp e Telegram hanno assunto negli ultimi anni un ruolo interessante sia come tool per l’audience engagement, sia come spazi organizzativi, sia come strumenti per la ricerca qualitativa (Chen, Neo 2019; Colom 2022). Più limitato, invece, lo studio sull’impatto di questi strumenti nella facilitazione della discussione e nel confronto intorno a tematiche legate alle performing art e alla partecipazione culturale. Nel quadro che osserva la stratificazione della temporalità nel contesto della partecipazione culturale e della ricerca alla luce del processo di mediatizzazione del sociale, il presente contributo si propone di analizzare le funzioni di WhatsApp come strumento di coordinamento, coinvolgimento dei partecipanti e per la ricerca qualitativa in tre progetti di arti performative partecipative selezionati come casi di studio in un più ampio progetto Prin in corso. I progetti BAT - Bottega Amletica Testoriana, Sognando Apiria, Dance Well - molto diversi tra loro per entità, organizzazione, modalità partecipativa – sono stati oggetto di una fase di ricerca-azione che ha previsto l’analisi del contenuto del materiale postato sul gruppo BAT Spettatori/trici formatosi spontaneamente durante il progetto e la moderazione, raccolta, analisi delle conversazioni nei gruppi WhatsApp istituite dall’équipe di ricerca. Alla luce delle domande di ricerca di questa fase dell’indagine, volte a comprendere 1. quali siano i limiti e le potenzialità delle chat di WhatsApp nella ricerca-azione su progetti artistici partecipativi e 2. in che modo le possibilità offerte dalle chat danno forma alle esperienze pre- e post-performance, è possibile preliminarmente affermare come WhatsApp si riveli uno strumento efficace per la ricerca-azione e la co-progettazione, in particolare per ampliare le esperienze e i processi di riflessione dei partecipanti che hanno bisogno di essere sedimentate in temporalità espanse. Tuttavia, emergono delle sfide nel bilanciare le discussioni mirate con le conversazioni fuori tema, la libertà di espressione con l’inibizione dovuta alla presenza del gruppo di ricerca e le dinamiche tra utenti attivi e lurker. Se da un lato l’asincronicità delle chat offre più spazio per la riflessione sull’esperienza, dall’altro può generare un’aspettativa di “performatività competitiva” tra partecipanti che merita di essere approfondita. | |
