Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
|
Daily Overview |
| Sessione | |
|
Sessione 4 - Panel 04: Divulgazione e nuovi intermediari culturali Luogo, sala: Aula 5 (A1-D) Chair di sessione: Giovanni Ciofalo | |
| Presentazione 4 | |
Divulgazione scientifica e transmedialità: il caso Jacopa da Cencelle tra archeologia, digital humanities e worldbuilding Sapienza Università di Roma, Italia I processi pervasivi di convergenza, digitalizzazione e deep mediatization (Hepp 2020), che caratterizzano l’ecosistema della comunicazione, influenzano e ridefiniscono anche i diversi ambiti della ricerca scientifica. In particolare, l’adozione di nuovi formati mediali sta trasformando le modalità di divulgazione, informazione e intrattenimento, creando un contatto più diretto con il pubblico. Questo paper analizza un caso di studio in cui si intrecciano tre elementi chiave: l’innovazione nelle pratiche di divulgazione dei beni culturali (con un focus sull’archeologia), l’integrazione di tecnologie avanzate per migliorare l’interazione con gli utenti e il ruolo della comunicazione istituzionale universitaria (con specifico riferimento a Sapienza Università di Roma). Il caso analizzato è Jacopa da Cencelle: una storia virtuale di vita e salute femminile nel Medioevo, un progetto che mira a sensibilizzare il pubblico sull’interazione tra stili di vita, ambiente e benessere bio-psico-sociale. In particolare, all’interno del Museo di Storia della Medicina della Sapienza Università di Roma è stata allestita un’ala in cui i visitatori possono osservare i reperti del Grande scavo archeologico di Sapienza nella città medievale di Cencelle, fondata nella metà del IX secolo, localizzata nel territorio del comune di Tarquinia (VT). Tra questi l’elemento principale della mostra è uno scheletro di una donna di 35 anni, vissuta intorno al 1300, la cui figura è stata ricostruita narrativamente nel personaggio di Jacopa. Quest’ultima guida i visitatori attraverso video in realtà aumentata e realtà virtuale. Inoltre, il progetto include un videogioco divulgativo e un fumetto, entrambi accessibili anche online. L’intero progetto assume la forma di una narrazione transmediale (Leonzi 2022) pensata per la divulgazione scientifica, con l’obiettivo di intercettare diversi tipi di pubblico: dagli accademici agli appassionati. I contenuti sono progettati con approcci diversificati, oscillando tra rigore scientifico e modalità più immersive e interattive, adattandosi ai diversi canali di accesso e contribuendo a creare un’interfaccia transmediale per la divulgazione (Ciammella et al. 2019). Partendo da queste premesse, è stata condotta un’analisi qualitativa sui contenuti prodotti, al fine di tracciare le linee narrative che delineano il worldbuilding del progetto (Wolf 2012). Sono emerse due principali narrazioni: la prima, scientifica e divulgativa, legata alla storia archeologica della città di Cencelle; la seconda, istituzionale, connessa al progetto stesso e al brand Sapienza. L’approccio transmediale (Ciammella 2024) adottato è stato analizzato in una prospettiva ecologica, ricostruendo la mappa dei canali utilizzati, l’evoluzione dell’universo narrativo attraverso gli elementi dello storyworld (Klastrup, Tosca 2018) e le pratiche comunicative che favoriscono l’interazione e la partecipazione del pubblico. A tal fine, sono state condotte delle interviste con testimoni privilegiati, tra cui i principal investigator del progetto e specialisti nei vari ambiti coinvolti (archeologia, biologia molecolare, storia, design digitale). L’analisi mette in luce e descrive i processi e le pratiche attivate in diversi settori scientifici al fine di costruire una narrazione condivisa per valorizzare la divulgazione scientifica. Questo modello può costituire una risorsa significativa nell’ambito delle digital humanities, soprattutto quando si intende rendere accessibile al pubblico la ricerca e promuovere pratiche di citizen science. | |
