Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
|
Daily Overview |
| Sessione | |
|
Sessione 2 - Panel 02: Arte, performance e politiche culturali Luogo, sala: Aula 2 (AO-A) Chair di sessione: Laura Gemini | |
| Presentazione 1 | |
Il futuro dei festival post-tradizionali: il liminale sostenibile Università di Bologna, Italia Tipicamente definiti come ‘tempo fuori dal tempo’ (Falassi 1987) i festival costituiscono momenti di concentrazione dell’effervescenza collettiva e quindi del (ri)prodursi di cultura e comunità. In particolare, nei festival post-tradizionali contemporanei - sganciati dai calendari rituali o stagionali, religiosi o laici – si rileva una concretizzazione di quella ‘sfera pubblica culturale’ (Giorgi, Sassatelli, Delanty 2011) in cui le dimensioni quotidiane sono portate in primo piano. E ciò avviene attraverso un coinvolgimento affettivo ed estetico che ci consente di focalizzare il ruolo attivo dei festival, non riducibili a mero ‘riflesso’ della vita sociale (McGuigan 2011; Sassatelli 2018). In questo contributo si propone una riflessione mirata allo spazio e tempo liminale del festival come produttivo di visioni del futuro. Il modo in cui l'idea di futuro viene articolata nelle narrazioni e nelle pratiche dei festival verrà dunque utilizzato come chiave interpretativa della sfera pubblica dei festival. Il punto di partenza è un’analisi di alcuni dei principali concetti tramite i quali il ‘futuro’ è entrato nella teoria sociale. Da un lato, infatti, la nozione dominante di futuro nella ‘società del rischio’ è concepita in termini di calcolo delle probabilità, in un gioco a somma zero tra sicurezza e libertà (Beck 1992). Questo è particolarmente vero dal punto di vista delle istituzioni investite della responsabilità della gestione del rischio. Dall’altro lato, in particolare per quei fenomeni e istituzioni volti alla produzione di significati, cioè le istituzioni culturali, si può ipotizzare un atteggiamento verso il futuro come apertura al possibile, come capacità di immaginare e aspirare a una vita migliore (Appadurai 2013). In questo caso, il futuro è inteso come spostamento di enfasi da una politica della probabilità a una politica della possibilità, ovvero il rafforzamento dell'immaginazione e dell'aspirazione come capacità culturale. I festival contemporanei , ponendosi come spazi di nuova socialità anche utopica e di esplorazione di stili di vita, forniscono casi di ricerca privilegiati per questi temi. Nella seconda parte del contributo, questa chiave interpretativa viene quindi associata alle tipologie comuni individuate dagli studi sui festival (Mair 2018), al fine di elaborare una riflessione che tenga conto di come i festival si propongono come piattaforme per un dibattito su futuri probabili, possibili e auspicabili. Questo porta necessariamente ad agganciarsi al sempre più centrale tema della sostenibilità nelle sue varie forme: da quelle ‘maggiori’ (economica ed ambientale), a quelle di più recente riconoscimento e spesso ancora assimilate (sociale e culturale) – come dimostrano i casi di greening dei festival musicali (Cummings 2016), e l’interesse crescente per le questioni sociali nelle ricerche sui festival (Quinn 2018). Verranno presentati casi esemplificativi di festival, a partire dal (meta)festival del turismo responsabile IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori (Musarò e Moralli 2019; Musarò, Cappi, Vignola 2024), in quanto realtà distribuita sul territorio nazionale e tra i primi festival a livello europeo a porsi come piattaforma di narrazioni e pratiche sperimentali. Dimensioni analitiche su cui ci si concentra sono le diverse forme di sostenibilità (ambientale, economica, sociale, culturale) che ispirano il turismo responsabile; il turismo come strumento di governance territoriale partecipata e la sua capacità di stimolare processi di sviluppo sostenibile a partire dalle reti locali che vi aderiscono; il ruolo del festival come iniziativa di innovazione sociale che contribuisce a stimolare nuove idee e a incoraggiare nuovi operatori culturali, a offrire esperienze diverse, a creare un pubblico più attento a un segmento di turismo meno considerato di quanto la sua potenziale rilevanza in una sfera pubblica culturale giustifichi. L'articolo propone quindi sia una diversa prospettiva teorica sia l'analisi approfondita di un caso empirico per illustrare il nuovo spazio interpretativo che si apre. | |
