Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 02: Piattaformizzazione, vita quotidiana e industria culturale Luogo, sala: Aula 2 (AO-A) Chair di sessione: Francesca Pasquali | |
| Presentazione 3 | |
Il podcasting come spazio di rallentamento nell’era dell’informazione accelerata Università degli Studi della Tuscia, Italia Nell’era dell'accelerazione sociale (Rosa, 2015) e del presentismo mediatico (Hartog, 2003), l’informazione è spinta verso un costante bisogno di velocità e immediatezza, con la prevalenza di un consumo rapido e superficiale delle notizie. Social media e piattaforme digitali alimentano una spirale di frenesia informativa, in questi spazi digitali gli algoritmi favoriscono l’engagement e la viralità, a discapito dell'approfondimento critico (Canavese, Colombo, 2022). Infatti, il ciclo di notizie 24/7, alimentato dalla convergenza tra giornalismo tradizionale e nuove piattaforme digitali, impone un ritmo incessante che penalizza la qualità dell’analisi e della comprensione (Boccia Artieri, 2012). In questo contesto il podcasting emerge come spazio alternativo, offrendosi come possibilità nuova rispetto alla logica dell'informazione istantanea, e favorendo una riflessione più lenta, ponderata e significativa. Questo lavoro esplora come il podcasting agisca da strumento di "resistenza mediatica", proponendosi come un ri-allineamento a delle modalità di fruizione consapevoli e come alternativa mediale all’iper-accelerazione dell’informazione. Si sostiene che, attraverso modalità di narrazione più distese, il podcast sia capace di offrire esperienze di ascolto che pongano l’accento sulla complessità e la profondità dei temi trattati. Il contributo si concentra sul ruolo del podcasting nella creazione di spazi di “decelerazione” temporale e cognitiva. Particolare attenzione sarà data alla capacità dei podcast investigativi e narrativi di proporre forme alternative di informazione rispetto ai media mainstream e ai social media, stimolando una fruizione più consapevole e intenzionale. Attraverso casi studio significativi, il lavoro esplorerà come il podcasting non solo rappresenti uno strumento di divulgazione, ma un vero e proprio dispositivo che riorganizza il tempo mediale, favorendo un’esperienza di consumo più profonda e meno reattiva. Metodologicamente, l’analisi si avvarrà di un approccio qualitativo, includendo un'analisi semiotica dei contenuti e dei formati dei podcast, con particolare attenzione alla costruzione della temporalità nei prodotti audio digitali. Sarà adottata una prospettiva socio-comunicativa che considera la relazione tra tecnologie digitali e la ristrutturazione dell’esperienza mediale (Couldry, 2012; Fuchs, 2021). L’approccio mirerà a esaminare come il podcasting, lontano dalla logica della viralità e della frenesia digitale, possa favorire forme di consumo critico dell’informazione, proponendo alternative al consumo passivo che domina la contemporaneità. I podcast utilizzati all’interno dell’analisi sono "E poi il silenzio. Il disastro di Rigopiano" e “Indagini”. Il primo è un podcast investigativo realizzato da Pablo Trincia, che esplora il disastro di Rigopiano, analizzando le dinamiche e le implicazioni di una tragedia che ha scosso l’Italia. Il podcast adotta una narrazione profonda e riflessiva, distaccandosi dalla frenesia informativa e offrendo uno spazio per l’approfondimento e la comprensione dei fatti. Il secondo, “Indagini”, è un podcast del quotidiano online Il Post, scritto e narrato da Stefano Nazzi, che approfondisce casi di cronaca nera italiana una volta al mese. Questo podcast è un esempio di come il formato audio possa servire a esplorare crimini complessi e le sue implicazioni sociali in modo dettagliato e riflessivo, lontano dal consumo rapido e spettacolarizzato tipico dei media mainstream. Le domande principali che guideranno questa ricerca sono: Quali pratiche e strategie permettono al podcast di sfuggire alla logica della viralità e dell’iperstimolazione? Come il podcasting può contribuire alla creazione di un rapporto più riflessivo e profondo con l’informazione in un’epoca di accelerazione cognitiva e sovrastimolazione mediatica? Queste domande pongono il lavoro all'interno del dibattito sulla crisi dell'attenzione e sul rapporto tra media digitali e percezione del tempo, interrogandosi su come il podcasting possa ridisegnare la fruizione dell'informazione. | |
