Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 05: Genere, media e piattaforme digitali Luogo, sala: Aula Magna ex Facoltà di Scienze Politiche (B0-B) Chair di sessione: Federico Boni | |
| Presentazione 1 | |
C'è ancora domani, e altri racconti. Un'analisi delle rappresentazioni della violenza sulle donne nel cinema italiano contemporaneo 1: Sapienza Università di Roma; 2: LUMSA Università, Roma Nel 2023, per la prima volta dopo anni, il campione di incassi nelle sale è un film italiano: C’è ancora domani, di Paola Cortellesi, storia di violenza domestica ambientata nell’Italia degli anni Cinquanta. Seppure con una diffusione non paragonabile, dal 2021 al 2024 sono più di una decina le produzioni cinematografiche nazionali con il plot incentrato sul medesimo soggetto. Dopo essere assunto al mainstream della politica e dell’attualità, il tema della violenza contro le donne ha dunque cominciato a penetrare la sfera culturale (Fornari 2018; Giomi 2019, Rossi & Capalbi 2022). Il cambiamento suscita interrogativi interessanti sul ruolo che media diversi giocano nel plasmare le percezioni sociali e rinnovare gli immaginari (Couldry & Hepp 2016). Infatti, se da una parte sembra essersi ormai affermata, almeno in certi livelli della società, la concezione che le violenze di genere sono un problema culturale (Peruzzi, 2022), e dunque che i media hanno un ruolo strategico nei processi di creazione e decostruzione degli stereotipi, d’altra parte è vero che le politiche di prevenzione e contrasto del fenomeno – sia quelle promosse da enti pubblici che privati – si sono concentrate quasi esclusivamente sulle campagne pubblicitarie. E se il persistere dei femminicidi e delle violenze è un monito costante a valutare l’efficacia di tali misure, studi recenti hanno evidenziato come proprio le comunicazioni dagli spot non siano esenti da messaggi controproducenti (Lombardi 2022). Sulla base di queste considerazioni, le autrici e l’autore della presente proposta si sono interrogati sul ruolo del cinema italiano nella lotta alla violenza contro le donne: Quali narrazioni diffonde il cinema italiano contemporaneo riguardo al tema della violenza di genere? Quali ricorrenze si rintracciano nei film italiani, in termini di identità e problemi narrati, di frame e stereotipi diffusi? Come rappresentano e come interpretano la violenza sulle donne i registi e le registe italiani? Quali differenze ci sono tra le rappresentazioni cinematografiche della violenze di genere e quelle di altri media? A rendere interessante lo studio delle narrazioni cinematografiche sono alcune caratteristiche specifiche del medium e dei suoi format. Innanzitutto, il cinema è da sempre un media leader nella produzione di immaginari. In secondo luogo, esso ha un rapporto privilegiato con la modernità, di cui da sempre partecipa alla costruzione rappresentando processi fondamentali. Ma soprattutto, il cinema è un long format, che nel panorama mediale contemporaneo, dominato dai tempi accelerati e dalle forme sincopate, si distingue proprio per i tempi estesi del racconto e la struttura articolata delle narrazioni. Infine, il cinema è una forma di arte pubblica, con una vocazione irrinunciabile al dibattito, che vive di storie individuali esemplari per stimolare alla riflessione collettiva. Il corpus di riferimento è costituito da 12 pellicole di (co)produzione italiana, estratte dalle classifiche annualmente rilasciate da Cinetel sui film più visti in Italia. In particolare, si è fatto riferimento alla classifica dei 100 film italiani più visti in ciascuno dei quattro anni di riferimento (2021-2024) in cui la violenza contro le donne è l’elemento centrale della trama. L’analisi qualitativa tematica ha mirato a rintracciare figure emblematiche e/o ricorrenti nella rappresentazione delle identità di genere, dei contesti e delle interazioni sociali, con particolare attenzione all’interpretazione dei significati da parte di uomini e donne, autori e vittime delle violenze, bystanders, familiari e istituzioni. | |
