Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 04: Divulgazione e nuovi intermediari culturali Luogo, sala: Aula 5 (A1-D) Chair di sessione: Giovanni Ciofalo | |
| Presentazione 3 | |
Chi informa sulla scienza? Canali, mediatori e fiducia nel contesto italiano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Italia In un contesto di accelerazione e pluralizzazione delle fonti di informazione, i modi in cui le persone accedono al sapere scientifico sono cambiati, così come i mediatori a cui si rivolgono. Ciò ha implicazioni rilevanti per la comunicazione della scienza, che deve confrontarsi con nuove dinamiche di legittimazione e diffusione della conoscenza. Il presente intervento riporta i principali risultati di una survey CAWI condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne (N=1000) tesa a indagare i principali canali e mediatori di informazione scientifica, la loro percezione da parte degli utenti, e la loro relazione con la diffusione di specifici orientamenti nei confronti della scienza. In particolare, oltre alla frequenza d'accesso a canali e mediatori e alla loro valutazione, sono state rilevate fiducia nella scienza (scala Trust in Science semplificata - Plohl & Musil, 2021), populismo scientifico (scala SciPop - Mede et al., 2021) e scientismo epistemico ingenuo (selezione della Scientism Scale - Lukić & Žeželj, 2023). Questi due ultimi orientamenti, oggetto d’attenzione crescente nella letteratura specializzata, consistono il primo in una diffidenza verso l’autorevolezza della comunità scientifica concepita come collusa con i poteri economici e politici contrapposta agli interessi del “popolo” ; il secondo, in una fiducia nella scienza basata su una concezione ingenua della validità del sapere scientifico come intrinsecamente non controverso e immutabile nel tempo. I canali indagati sono stati aggregati in quattro gruppi: scientifici specialistici (pubblicazioni accademiche e siti web scientifici), divulgativi specializzati (libri divulgativi, enciclopedie cartacee e digitali, manuali scolastici, podcast scientifici), generalisti (giornali digitali, giornali cartacei, radio, televisione), social (social media e messaggistica). Tali tipologie mostrano un’associazione significativa con attitudini verso la scienza dei loro fruitori. I media social sono ad esempio associati a un aumento significativo del populismo scientifico (r=.42, p<0.01) e a una diminuzione della fiducia nella scienza (r=-.29, p<0.01). Parallelamente, i media divulgativi (enciclopedie, (r=.15, p<0.01) mostrano una correlazione leggermente più forte con aumento dello scientismo ingenuo rispetto ai media generalisti (r=.13, p<0.01), suggerendo una potenziale vulnerabilità delle pratiche di divulgazione. Per quanto riguarda i mediatori, invece, quelli che vengono indicati più frequentemente come risorse informative sono - in ordine - divulgatori, scienziati, istituzioni di ricerca, giornalisti scientifici, insegnanti, istituzioni pubbliche, gente comune e infine influencer. Non sempre però il posizionamento in tale classifica riflette anche i giudizi di affidabilità e direttività. Da questo punto di vista emergono tre gruppi principali di mediatori: 1) affidabili non direttivi (istituzioni di ricerca, scienziati, divulgatori e insegnanti), che godono di alta fiducia senza essere percepiti come persuasivi; 2) affidabili direttivi (giornalisti scientifici, istituzioni pubbliche), a cui oltre a fiducia è riconosciuta anche una certa direttività della comunicazione; 3) inaffidabili persuasivi (gente comune, influencer), caratterizzati da minore affidabilità e un livello medio-alto di condizionamento percepito. Si può inoltre osservare come semplificazione non sia necessariamente sinonimo di chiarezza: i mediatori considerati più chiari sono anzi quelli che restituiscono la complessità delle tematiche affrontate e che forniscono strumenti per l’approfondimento autonomo. In tal senso spiccano scienziati, divulgatori e istituzioni di ricerca, seguiti da giornalisti scientifici e insegnanti. Nel complesso questi risultati non solo mostrano il legame tra fruizione mediale e attitudini verso la scienza, ma evidenziano anche peculiarità, e a volte potenziali vulnerabilità, del sistema di mediazione scientifica nel contesto italiano. | |
