Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 07: Tempo e teoria sociale Luogo, sala: Aula 7 (A1-G) Chair di sessione: Emiliana Mangone | |
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L’emergenza come risorsa educativa ovvero sul divenire come dover essere Università di Pisa, Italia Esplorando l’ambivalenza insita nel concetto di “emergenza”, che da un lato indica una situazione critica caratterizzata da urgenza, discontinuità e una rottura della stabilità esistenziale (emergency) e dall’altro, rimanda alla generazione di qualcosa di nuovo, irriducibile agli elementi preesistenti (emergence), il contributo analizza criticamente l’emergere di prospettive che guardano all’emergenza come “risorsa educativa”. Una chiave interpretativa che si colloca nell’ambito della “svolta neo-esistenzialista” nelle teorie educative, in cui la tendenza delle società attuali all’esistenzializzazione del sociale si fa paradigma d’azione. Un paradigma che delinea una pedagogia delle forme discontinue in cui il riconoscimento della crisi/emergenza come una “rottura esistenziale” (Biesta 2015) fonda l’esigenza di ripensare radicalmente obiettivi e pratiche pedagogiche orientandole a fare dell’esperienza educativa un percorso volto a trasformare l’emergency in emergence, ossia in un’occasione di crescita e ridefinizione del sé. L’educazione, in questa prospettiva, non è un semplice trasferimento di conoscenze, ma il processo attraverso il quale gli individui imparano a rimanere nella zona liminale della crisi (Oliverio 2020), gestendo le implicazioni emotive dell’emergency senza cadere nella distruzione del sociale o nell’auto-distruzione. La relazione proporrà un approfondimento volto ad identificare le implicazioni di questo mutato paradigma che, in linea con più ampie trasformazioni societarie, pone al centro l’individuo e la sua soggettività spostando le istanze dell’educazione dal polo della socializzazione, concepita come trasmissione di conoscenze e saperi, a quello della soggettivazione, declinata come “sviluppo” autonomo del “soggetto”. E se all’interno di questa cornice la scuola torna ad assumere un ruolo centrale per la costruzione di un soggetto tardo moderno, capace di performare, nella vita politica, culturale ed economica, un’identità inclusiva, critica e aperta capace di costruire un nuovo e autentico progetto democratico; si deve considerare attentamente come questa capacità performativa si fondi su una precisa pedagogia non più proiettata al futuro (secondo un progetto incrementale di acquisizione di nozioni, conoscenze e competenze) ma radicata nel presente, nel qui ed ora dell’esistenza individuale del soggetto in formazione, quale attuale e concreta esperienza di cittadinanza (Lawy, Biesta, 2006). Il recupero della tradizione azionista francese, da Touraine a Dubet fino a Martuccelli, e i più recenti sviluppi della tradizione tedesca, da Simmel a Reckwitz attraverso la scuola francofortese, consentirà di tematizzare in chiave sociologica l’emergere dell’esistenza individuale come misura del sociale, per problematizzare la centralità che, nell’epoca contemporanea, assumono i turning points, le milestones esistenziali o le “prove-sfide” che costruiscono, scandiscono e danno senso alle esistenze individuali (Martuccelli, 2017; Baert et al., 2022; Inglis, 2022; Flisbäck, Bengtsson, 2024) delineando, al contempo, la trama delle società tardo moderne. Il convergere delle due tradizioni attorno all’emergere del singolare come logica sociale emergente verrà utilizzato – dopo aver evidenziato le differenze tra singolarismo (Martuccelli) e singolarizzazione (Reckwiz) – per leggere la concezione del soggetto e della soggettività così come delineata dalle teorie educative, assumendo una specifica torsione performativa che va a ridefinire profondamente le pratiche scolastiche e la stessa relazione pedagogica. L’emergente logica del singolare, intesa come processo attraverso cui l’individuo costruisce la propria unicità all’interno di una società sempre più frammentata, rappresenta, in sintesi, la cornice culturale e teorica all’interno della quale la torsione esistenzialista-performativa delle più recenti teorie educative vengono ad essere problematizzati come una focalizzazione sul divenire che delinea un dover essere (in termini di singolarità performate), sollevando interrogativi sulla possibilità che alimentino percorsi individuali capaci di resistere alle logiche neoliberiste o al rischio di isolamento o precarietà. | |
