Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 06: Opinione pubblica, manipolazione e conflitto Luogo, sala: Aula 6 (A1-F) Chair di sessione: Augusto Valeriani | |
| Presentazione 3 | |
Referendum artificiale? L’impatto di ChatGPT sul referendum “Cittadinanza Italiana” University of Urbino, Italia L’emergere e l’affermazione dei social media rappresentano un elemento di rilievo nell’attuale sistema mediatico ibrido (Chadwick, 2017), caratterizzato dall’interazione tra attori politici, mezzi di comunicazione e pubblico (Boccia Artieri, 2022a). L’evoluzione di tali dinamiche, unitamente alle innovazioni tecnologiche che ne facilitano la diffusione e il consolidamento, ha determinato una ridefinizione delle condizioni sociali, politiche e tecno-comunicative alla base della formazione dell’opinione pubblica (Lachapelle, 2005; Boccia Artieri, 2022b). L’ampia influenza di strumenti di intelligenza artificiale generativa nella sfera pubblica digitale ha segnato un punto di svolta nelle modalità di accesso e fruizione delle informazioni da parte dei cittadini (Gutiérrez, 2024). L’interazione con tali sistemi ha trasformato – e sta trasformando – profondamente i processi comunicativi e, di conseguenza, le dinamiche di partecipazione sociale, culturale e politica (Haque & Li, 2024). Tuttavia, seppur in crescita l’attenzione della ricerca scientifica verso l’impiego dell’intelligenza artificiale generativa in diversi ambiti sociali e decisionali (Rogers & Zhang, 2024), studi specifici sulle implicazioni politiche e, in particolare, sull’utilizzo di questi strumenti nel processo decisionale elettorale risultano ancora limitati. Ad oggi, infatti, non sono disponibili analisi sistematiche che quantifichino in che misura i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) vengano utilizzati nelle votazioni di democrazia diretta o nel processo decisionale relativo al voto. Eppure, con l’aumento della familiarità con queste tecnologie, è plausibile ipotizzare che la loro influenza nei processi decisionali e nella ricerca di informazioni continui a crescere, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, che tendono a percepirle come strumenti intuitivi e di facile accesso (Williams, 2025). Inoltre, l’esposizione passiva alle risposte generate dall’intelligenza artificiale potrebbe contribuire a consolidare bias preesistenti, producendo un effetto sottile ma pervasivo sulle opinioni e sulle attitudini degli utenti. Il presente studio si inserisce nel più ampio dibattito sulle trasformazioni del concetto di Stato-nazione in relazione all’innovazione tecnologica e alle sue implicazioni sulla percezione e sulle decisioni degli attori coinvolti nei processi democratici. In particolare, l’analisi si propone di esaminare l’impatto della personalizzazione algoritmica sulla formazione dell’opinione pubblica in Italia, concentrandosi sul ruolo di ChatGPT nel contesto di un evento di democrazia diretta: il referendum sulla “Cittadinanza Italiana”, previsto per la primavera del 2025. Al momento dell’analisi, tale referendum non è ancora stato sottoposto a votazione, configurandosi così come un caso di studio utile per valutare in che modo gli elettori possano ricorrere all’intelligenza artificiale generativa per informarsi su questioni politiche complesse. Sebbene le votazioni referendarie presentino una struttura binaria, le decisioni che le sottendono richiedono un livello di riflessione articolato, che potrebbe indurre gli elettori a utilizzare strumenti come ChatGPT nella logica di un’interazione domanda-risposta, al fine di facilitare la propria scelta (Revehilac & Morselli, 2025). Per indagare questo fenomeno, il presente studio adotta una metodologia combinata. Da un lato, verrà somministrato un questionario dinamico volto a comprendere se e in che modo i cittadini facciano uso di ChatGPT per informarsi su eventi politici, con particolare riferimento al referendum. Dall’altro, seguendo la metodologia proposta da Revehilac e Morselli (2025), è stato richiesto a ChatGPT di adottare specifici profili ideologici, al fine di analizzare le differenti modalità con cui si posiziona rispetto al quesito referendario. Tale analisi consente di esaminare la reiterazione di determinati argomenti in funzione della prospettiva ideologica assunta dal modello e di individuare eventuali bias informativi. L’obiettivo principale dello studio è, quindi, di indagare tre aspetti fondamentali: a) in che misura le decisioni di voto simulate da ChatGPT variano in base al profilo ideologico adottato; b) se e quanto sia pervasivo il ruolo di ChatGPT nel processo decisionale referendario degli italiani; nonché c) in che modo l’evoluzione tecnologica delle piattaforme di comunicazione influenzi le strutture dello Stato-nazione contemporaneo. | |
