Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 05: Genere, media e piattaforme digitali Luogo, sala: Aula Magna ex Facoltà di Scienze Politiche (B0-B) Chair di sessione: Federico Boni | |
| Presentazione 2 | |
Intimità (Digitali) in Divenire: il Sexting nella Formazione Identitaria e nella Relazionalità delle Soggettività Giovani Adulte Queer in Italia Università degli Studi di Padova, Italia Le intimità digitali si creano anche nelle pratiche di sexting. Nonostante l’interesse accademico e pubblico per il sexting, pochi hanno considerato l’impatto di questa pratica su soggettività adulte emergenti queer, evitando il panico morale. Questo lavoro mira ad ampliare la conoscenza sulle intimità digitali comprendendo come le persone queer danno senso alla loro sessualità digitale, identità, e relazionalità negli scambi di sexting attraverso performance/rappresentazione multimodale e agency delle soggettività nel fenomeno. Questo studio esplora le pratiche di sexting delle soggettività giovani adulte queer (18-35 anni) in Italia impiegando metodologie di ricerca creative, tra cui workshop di fanzine, in parallelo con focus group esplorativi e interviste in profondità con tecniche di body mapping, per indagare le intersezioni tra intimità digitale, corpo e soggettività queer. In un quadro metodologico in linea con una tradizione trasformativa, l’approccio dello studio sottolinea il valore della ricerca partecipativa e art-based nel cogliere le sfumature dell’intimità digitale, considerando anche gli aspetti etici della stessa ricerca, co-costruendo il Research Brave Space. Research Brave Space (RBS) è qui proposto come posizione metodologica etica in una ottica trasformativa che fornisce uno spazio in cui vengono accolte le possibilità e le dissonanze che potrebbero essere incontrate durante la ricerca. Questo approccio abbraccia l'etica della cura nella ricerca qualitativa, consentendo una co-produzione coraggiosa di conoscenza. Integrando questo tramite metodologie creative, lo studio contribuisce a dibattiti più ampi sul consenso, l’agency digitale e la relazionalità queer, promuovendo una comprensione del sexting che vada oltre il rischio, riconoscendone invece il potenziale trasformativo ed emancipatorio per le soggettività. I risultati sono stati analizzati tramite analisi tematica, per focus group e interviste, e con analisi socio-semiotica multimodale per i contributi di fanzine e body mapping. Nella ricerca, il sexting è concettualizzato dai partecipanti come una pratica consensuale e relazionale, basata sulla fiducia e sulla reciprocità, invece di uno scambio di contenuti sessuali mediato dalla tecnologia. Questa prospettiva sfida le comprensioni ciseteromononormative della sessualità, riconoscendo il sexting come un mezzo di auto-esplorazione, negoziazione identitaria e costruzione dell’intimità, che si estende oltre le tradizionali relazioni diadiche e le concezioni normative del corpo. I risultati indicano che il sexting funge da estensione dell’intimità fisica, consentendo alle persone queer di esplorare desideri, formare e rinforzare legami relazionali e costruire forme alternative di espressione sessuale in divenire. Viene sottolineato il ruolo fondamentale del consenso nelle pratiche di sexting, rifiutando l’idea che l’intimità digitale sia intrinsecamente rischiosa o scollegata dalle esperienze corporee. I contributi della fanzine offrono ulteriori elementi sulle dimensioni relazionali e politiche del sexting, illustrandone il ruolo nel sovvertire le aspettative normative e nel favorire l’agency e formazione di soggettività queer all’interno di ambienti digitali. Attraverso interviste in profondità con soggettività queer cisgender e gender diverse (trans/non-binary/gender-queer, ecc.), il sexting viene concettualizzato come uno strumento che permette l’interazione tra la fisicità del corpo e le sue dimensioni digitali, facilitandone la comprensione nel suo sviluppo. Questa ricerca evidenzia come il sexting non sia solo un mezzo di comunicazione intima, ma una pratica che intreccia desiderio, identità e relazionalità queer all’interno dei processi di crescita e formazione delle soggettività giovani adulte. Il sexting viene vissuto non solo come uno spazio di esplorazione e affermazione di sé, ma anche come una pratica che accompagna le trasformazioni identitarie nel tempo, adattandosi alle esperienze e ai percorsi di vita delle generazioni queer. In questo senso, il sexting si configura come un elemento dinamico delle culture giovanili, contribuendo a ridefinire le concezioni dell’intimità, del corpo e delle relazioni in un contesto digitale in evoluzione. | |
