VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
La percezione del tempo negli scacchi contemporanei: velocità, digitalizzazione e spettacolarizzazione
Oscar Ricci
Università Milano-Bicocca, Italia
Nel suo articolo Time to Play: The Temporal Organization of Chess Competition, pubblicato più di un decennio fa (2012), Gary Allan Fine esplora come la gestione del tempo strutturi l’esperienza degli scacchi, evidenziando la tensione tra riflessione strategica e pressione temporale. Da allora, questa tensione si è evoluta radicalmente grazie alla digitalizzazione del gioco, che ha trasformato la percezione e l’organizzazione del tempo negli scacchi contemporanei. Le piattaforme digitali come Chess.com e Lichess hanno introdotto formati sempre più rapidi, come le partite blitz (3-5 minuti per giocatore), rendendo il gioco non solo più accessibile ma anche più dinamico. Questo abstract propone un’analisi di come tali cambiamenti stiano ridefinendo il rapporto tra tempo, competizione e fruizione sociale degli scacchi. La digitalizzazione ha compresso il tempo degli scacchi, spostando l’enfasi dalla contemplazione profonda delle partite classiche, che potevano durare ore, alla reattività quasi istantanea richiesta dal blitz. Magnus Carlsen, campione del mondo e figura emblematica del gioco moderno, ha più volte espresso la sua predilezione per questi formati, definendoli più “divertenti” e “autentici”. Tale preferenza riflette un mutamento culturale più ampio: le partite rapide, con i loro ritmi serrati e i colpi di scena improvvisi, si adattano perfettamente alla logica dell’intrattenimento digitale, dove la velocità cattura l’attenzione e amplifica l’engagement. Questo fenomeno si lega alla crescente popolarità delle trasmissioni in diretta su Twitch, dove gli scacchi hanno trovato una nuova audience, distante dai circoli tradizionali. Le partite blitz, con durate brevi e alta intensità, si rivelano ideali per lo streaming: i commentatori possono analizzarle in tempo reale, mentre gli spettatori partecipano attraverso chat interattive, trasformando un’attività un tempo solitaria in un evento collettivo. La percezione del tempo si sposta così dal piano individuale del giocatore a quello sociale del pubblico, ridefinendo gli scacchi come uno “sport-spettacolo”. Questo cambiamento solleva interrogativi sulla relazione tra tecnologia, temporalità e identità professionale. I grandi maestri, tradizionalmente associati a un’immagine di concentrazione prolungata, si adattano a un contesto che premia riflessi e adattabilità, qualità più vicine agli e-sport che agli scacchi classici. Ciò potrebbe influenzare anche la formazione delle nuove generazioni di scacchisti, cresciuti in un ecosistema digitale che privilegia l’istante sulla durata. Per analizzare queste dinamiche, l’intervento si basa su un’analisi etnografica della comunità scacchistica italiana, scelta come caso studio per esplorare le reazioni locali a un fenomeno globale. La metodologia combina focus group e interviste semi-strutturate, condotte sia online sia offline. I partecipanti includono dilettanti, maestri e organizzatori, selezionati per rappresentare diverse generazioni e livelli di esperienza. L’obiettivo è ricostruire una “grammatica del tempo” condivisa dalla comunità, identificando tensioni tra tradizione e innovazione, resistenze al cambiamento e strategie di adattamento.