Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 10: Giornalismo e informazione in trasformazione Luogo, sala: Aula 13 (A1-C) Chair di sessione: Carlo Sorrentino | |
| Presentazione 3 | |
C’era una volta il giornalista del futuro. Un’indagine nazionale su IA e giornalismo tra opinioni, timori e aspettative dei professionisti dell’informazione LUMSA Università, Roma Il giornalismo e tutte le professioni dell’informazione sono direttamente coinvolti dalla rivoluzione avviata nell’ultimo decennio con la crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale (IA). L’intero processo di raccolta, elaborazione e distribuzione delle informazioni viene profondamente modificato, sino a una ridefinizione della struttura pratica e teorica del giornalismo (Tariq, 2024). Lo sviluppo tecnologico, già in passato, ha stimolato riflessioni critiche sulle pratiche giornalistiche e sul ruolo dei professionisti (Wellman, 2001), rendendolo un'entità in continua evoluzione (Splendore, 2023). Da un lato, l'IA sembra presentare vantaggi nel giornalismo, automatizzando compiti ripetitivi e supportando l’analisi dei dati, permette ai professionisti di dedicarsi ad attività creative (Brennan et al., 2018; Sjøvaag, 2024). Dall’altro, studi evidenziano i potenziali rischi, tra cui la messa a repentaglio della job security (Kieslich, 2024; Lawal, 2024), la trasformazione delle aspettative a questa collegate (Ferrari, 2024; Vicsek, 2024) e l’introduzione di barriere all’adattamento alle nuove tecnologie (Jang et al., 2024). È quindi cruciale considerare non solo le sfide industriali ed economiche che l’IA pone, ma anche le conoscenze e le competenze dei giornalisti circa le tecnologie di IA, nonché il loro atteggiamento verso l'innovazione introdotta nelle redazioni (Paulussen, 2016; Noain-Sánchez, 2022). La letteratura ha fornito finora indagini soprattutto qualitative focalizzando l’attenzione su specifici contesti organizzativi - redazioni giornalistiche - o indagando lo stato dell’arte e le principali linee di sviluppo anche a livello globale (De Rosa, & Reda, 2023; Fubini, 2022). Questa ricerca, che grazie alla collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti può configurarsi come la prima indagine nazionale rivolta a tutti i giornalisti italiani, ha l’obiettivo di valutare: il livello di familiarità e di utilizzo delle tecnologie di IA; atteggiamenti, benefici e rischi associati all'adozione dell'IA; le attese in termini di competenza e formazione professionale. Più analiticamente, due domande di ricerca hanno guidato la costruzione del questionario: (RQ1) Qual è il livello di conoscenza dei giornalisti riguardo l’IA e in che misura viene utilizzata nelle loro pratiche professionali quotidiane? (RQ2) Quali sono i giudizi dei giornalisti sull'impatto dell'IA nel loro lavoro e quali sono le esigenze formative per un uso efficace di queste tecnologie? Il questionario è stato distribuito via e-mail dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti a tutti gli iscritti per un periodo di tre mesi concluso nel Gennaio 2025, raccogliendo l’opinione di 972 giornalisti. L’indagine evidenzia una scarsa conoscenza degli strumenti di IA tra i giornalisti. L’unico ambito con una discreta diffusione è la traduzione automatica, probabilmente per la sua utilità in contesti sempre più globali. Non a caso, la maggior parte dei giornalisti non ha mai utilizzato strumenti di IA nonostante la crescente disponibilità degli stessi. I giornalisti mostrano un atteggiamento ambivalente nei confronti della tecnologia: se da un lato la maggior parte dei rispondenti ne riconosce il potenziale nell’ottimizzazione della produzione di contenuti e nella raccolta delle informazioni, solo un giornalista su cinque ritiene che possa migliorare il processo di verifica delle fonti. Emergono inoltre preoccupazioni rilevanti, in particolare rispetto alla possibilità che l’IA contribuisca alla diffusione di contenuti di bassa qualità (50,2%) e all’aumento delle fake news, così come al rischio di un ampliamento del divario generazionale nelle redazioni. Approfondendo la dimensione etica, la maggioranza dei giornalisti (80,7%) sottolinea l’importanza di regolamentare l’uso dell’IA e garantire trasparenza, anche segnalando esplicitamente quando viene impiegata. Tuttavia, permane la convinzione che il giornalismo debba mantenere il suo ruolo critico e investigativo, con l’IA vista più come uno strumento di supporto che come un potenziale sostituto. Infine, emerge una forte domanda di formazione: il 90% dei rispondenti si dichiara interessato a una formazione specifica sugli strumenti di IA, specialmente per: raccolta e analisi dei dati, fact-checking automatizzato e implicazioni etiche dell’uso del fenomeno. | |
