Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 10: Immagini e rappresentazioni dell'IA Luogo, sala: Aula 13 (A1-C) Chair di sessione: Patrizia Calefato | |
| Presentazione 4 | |
I TEMPI DELL’IA: UN’ANALISI DELL’IMMAGINARIO GIOVANILE Università degli Studi dell'Aquila, Italia Il contributo presenta i risultati di uno studio che analizza la rappresentazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nell’immaginario giovanile, con particolare riferimento alla sua applicazione nei servizi pubblici. Nel discorso comune, così come nelle policy pubbliche in materia, l'IA è considerata uno strumento rivoluzionario nella società (Opromolla, Di Rocco, Parisi, 2024; Opromolla, Parisi, De Matteis, Pizolli, e Trodini, 2024); la sua applicazione ai servizi pubblici risulta ancora più determinante perché crea un terreno fertile per la sua introduzione anche in altri contesti (van Noordt, e Misuraca, 2022; Wirtz, Weyerer, Geyer, 2018). L’immaginario giovanile sull’IA è particolarmente analizzato nella letteratura scientifica sull'argomento (Ciofalo, Pedroni, Setiffi, 2024; Van Brummelen, Tabunshchyk, and Heng, 2021; Benevento, 2023): i giovani rappresentano gli utenti futuri dei servizi basati sull’IA, nonché gli attori principali del cambiamento tecnologico e sociale. Essi hanno sviluppato un’immagine dell’IA che oscilla tra visioni ottimistiche e prospettive più critiche, che fanno emergere la necessità di processi formativi mirati e politiche pubbliche adeguate. L’analisi del contributo è stata condotta attraverso quattro focus group, coinvolgendo 40 studenti e studentesse equamente distribuiti per genere e suddivisi in due fasce d’età (14-18 e 19-24 anni). I risultati evidenziano che, sebbene l’IA venga utilizzata quotidianamente, esiste una mancanza di conoscenza sul suo funzionamento, accompagnata da timori e sfiducia. La percezione dell’utilità degli strumenti è ambivalente: da un lato, l’IA è considerata utile, dall’altro emergono preoccupazioni legate ai rischi di dipendenza. Le maggiori criticità riguardano la possibile perdita di controllo nell’utilizzo, i rischi per la privacy – specialmente per i dati sensibili – e un appiattimento cognitivo dovuto all’eccessiva personalizzazione. Emerge dunque la necessità di un controllo umano sugli strumenti di IA per migliorare la sua trasparenza, oltre che di un’educazione teorica e pratica sull’argomento. La dimensione temporale occupa un ruolo centrale nell'immaginario giovanile riguardo l'IA. Di seguito sono riportate alcune parole chiave che meglio rappresentano le diverse sfaccettature di questa dimensione, applicabili a diversi livelli e momenti di sviluppo dell’IA. Il primo livello di analisi riguarda gli aspetti operativi. La parola che emerge in questo ambito è accelerazione. I partecipanti evidenziano, infatti, come l’IA possa aumentare la velocità di alcuni compiti, attraverso l’utilizzo di dati raccolti in real time, in grado di fornire informazioni e di automatizzare i servizi, rendendoli più efficienti. Di contro, alcuni partecipanti evidenziano l’effetto frenante dell’IA: essa porterebbe ad un impigrimento cognitivo capace di diminuire le capacità umane di risolvere i problemi. In termini di impatto dell’IA sulla vita delle persone, emerge, inoltre, il suo effetto di puntualità: poiché uno dei pericoli percepiti dell’IA è la tendenza a fossilizzare gli utenti su posizioni sempre identiche, è come se ogni momento si ripetesse uguale al precedente, bloccando il cambiamento e l’evoluzione del pensiero. Spostando il focus sugli aspetti implementativi, emerge la lentezza, in particolare in termini di applicazione dell'IA al settore pubblico, dal momento che le organizzazioni pubbliche sono percepite come poco aperte alla volontà di cambiamento. Una lentezza che, a sua volta, si applica agli stessi servizi, rendendoli complicati, e ai cittadini, culturalmente legati a modalità di interazione più tradizionali. Inoltre, in merito alle caratteristiche dell’IA desiderate, emerge il carattere della duratività, legata alla necessità di rendere manifesti, nel corso dell’esperienza di interazione, i diversi stati dell’IA in modo semplice e accessibile: tale carattere di continuità offrirebbe, infatti, maggiore consapevolezza, controllo e conoscenza. Tuttavia, emerge al contempo l’aspetto dell’incoatività: l’integrazione dell’IA nei servizi pubblici è infatti considerato un processo ancora in fase iniziale, elemento che fa emergere la necessità di definire modalità di coinvolgimento delle persone nella fase di progettazione e implementazione dei sistemi di IA. | |
