Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Sessione 2 - Panel 07: Pratiche e literacy dell'IA Luogo, sala: Aula 7 (A1-G) Chair di sessione: Giovanni Boccia Artieri | |
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Terzo settore e IA, sfide e opportunità teoriche ed empiriche da una ricerca sul campo nel Nord-Italia. 1: Università di Roma Tor Vergata, Italia; 2: Ischire Considerando la partecipazione in tutti i campi della sfera sociale come strettamente connessa a questioni di potere e disuguaglianze (Carpentier, Wimmer 2024), essa costituisce una delle principali sfide per la realizzazione e la sussistenza dei processi democratici e per il superamento dei crescenti livelli di disuguaglianza nell'attuale epoca di disgregazione sociale e della sfera pubblica (Bentivegna, Boccia Artieri 2022, Bruns 2023, Bulchotz et al. 2024, Reckwitz 2021). Guardando al contesto italiano, ci concentriamo sui corpi intermedi della sfera pubblica (nello specifico gli enti del Terzo Settore, ETS) per riflettere sul loro ruolo e sulla loro capacità di partecipazione critica nei e attraverso i media, incorporando in questi ultimi la crescente presenza dell'IA. Gli ETS costituiscono realtà-cerniera che storicamente tutelano la coesione sociale, intervengono nella formazione delle comunità e rappresentano le istanze dei gruppi sociali più vulnerabili (persone con disabilità, ecc.) presso le istituzioni e gli organi politici (UnionCamere 2024). In tal senso, questi possono giocare ancora un ruolo chiave nella complessa interazione tra l'adattamento della politica agli sviluppi e ai bisogni della società e l'adattamento della società alle decisioni politiche che ne derivano, relativamente alle capacità di intervenire sulla riflessione e la risonanza democratica della società (Rosa 2022). Alla luce delle già note risorse precarie e la limitata strategia di comunicazione di questi attori, ma in particolar modo del loro potenziale di cambiamento culturale (Peruzzi, Volterrani 2016), esploriamo che tipo di approccio hanno adottato nei confronti dell'IA e quali potenzialità e rischi per il futuro derivano da questa relazione. Problematizzando la prospettiva che reputa l'IA come “benefica per tutta l'umanità”, visione propria dell’approccio anglo-americano (Gebru, Torres 2024), intendiamo esplorare la conoscenza algoritmica (Cotter, Reisdorf 2020) degli ETS in relazione alle implicazioni per la comunità a cui si rivolgono e che vorrebbero contribuire a fortificare considerando la difficoltà strutturale del sistema delle piattaforme in riferimento alla solidarietà (Couldry 2024). Poiché le piattaforme digitali non cambiano la vita umana da sole, ma il loro funzionamento e significato è sempre negoziato dagli individui attraverso combinazioni continue di processi di creazione di significato e sviluppo tecnologico (Couldry, Hepp 2017), è dirimente considerare le percezioni e le capacità degli ETS di impiegare l'IA nei loro processi di pianificazione e formazione interni/esterni. Utilizzando un approccio di Critical Data Studies (ad esempio Markham, Pronzato 2023; Medrado, Verdegem 2024), questo studio esplorativo è stato condotto attraverso note di campo in una serie di workshop di persona, un sondaggio online e interviste di follow-up in profondità con più di 100 diversi ETS nel Nord Italia dall'agosto 2024 al gennaio 2025 (Burrell 2024, Bradbury 2024, Huang, Chen 2024). Questi erano specializzati in diverse aree del lavoro sociale e impiegati in vari settori, dalla comunicazione all'ospitalità. I primi risultati rivelano un'iniziale diffidenza, resistenza e sfiducia che vanno nella direzione di appiattire le capacità tecniche di adozione e utilizzo degli strumenti. Nonostante il rischio di non diventare “comunità epistemiche per la sicurezza dell'IA” (Ahmed et al. 2024) ma solo pragmatiche, il processo iterativo di accompagnamento degli strumenti sembra affermare che la svolta partecipativa nell'uso dell'IA (Young et al. 2024, DiPaola et al. 2024) è in grado di restituire centralità all'educazione civica come pratica critica e sperimentale che promette di trasformare o riportare ad essere gli ETS incubatori e vettori di partecipazione scalare nei territori. | |
