Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 03: Crisi climatica e sostenibilità Luogo, sala: Aula Magna Baffi (A0-F) Chair di sessione: Paola Parmiggiani | |
| Presentazione 3 | |
Partecipazione e comunicazione nel volontariato civico di emergenza. Una ricerca-azione europea nel progetto Cerv-See Università di Roma Tor Vergata, Italia Da più fronti emergono evidenze che assottigliano i margini di efficacia degli interventi possibili in risposta alla crisi climatica (Hu, Hewitt, 2024; Spano et al., 2020). Si pensi ad esempio alle recenti alluvioni verificatesi a Valencia e in Italia e alle loro drammatiche conseguenze. Le difficoltà nella preparazione della popolazione da un lato e le poche azioni di prevenzione dall’altro conducono alla necessità sia di un’analisi degli scenari per l’implementazione e l’avvio di processi che sappiano favorire il coordinamento dell’azione collettiva e situata sia un lavoro di engagement civico più ampio ed articolato. In tal senso emerge l’importanza della svolta partecipativa registrata nell’ultimo decennio, che ha segnato stili di volontariato più diversificati, fluidi ed episodici anziché a lungo termine e ad alto impegno (McLennan et al., 2016, Strandh, 2019). Questi risultano del tutto coerenti con l’impianto di una società in cui la partecipazione è sempre più informale e contestualizzata per tema in relazione alle sensibilità individuali, vincolate a una contrazione della coesione sociale e della solidarietà collettiva (Couldry, 2024). Una tale frammentazione restituisce la multidimensionalità del concetto di partecipazione, che affonda le sue radici proprio nell'intima motivazione personale (Bucholtz et al., 2024). Sebbene i cittadini siano riconosciuti come i primi soccorritori in un’emergenza (Helsloot, Ruitenberg, 2004), la svolta partecipativa pone di fronte: 1. all’inevitabilità delle azioni volontarie, ossia estranee e inesperte, ma complementari e di supporto alla risposta ufficiale di organizzazioni governative e non (Paciarotti et al., 2018), 2. all'importanza di connessioni territoriali e relazionali pregresse e aggiuntive alla mobilitazione, influenti sulla spinta altruistica individuale, richiedendo una migliore integrazione degli sforzi (Nissan et al., 2021). Inoltre, questa svolta partecipativa suggerisce di adottare un approccio civic-centred, capace di includere i volontari spontanei nel disegno di piani di intervento macro-locali insieme a istituzioni ed enti (Daddoust et al., 2021). Se da un lato la sfida riguarda la capacità di coinvolgere, motivare e massimizzare il potenziale dei volontari informali da parte degli enti non govervativi (Arnon et al., 2022), spesso con risorse circoscritte e culture organizzative rigide (Massa, Comunello 2024); dall’altro la condivisione delle conoscenze e il sostegno continuo ai membri della comunità nelle fasi emergenziali sempre più beneficia dei canali digitali attraverso processi di negoziazione e partecipazione, specie di tipo istituzionale (McCosker et al. 2024). Considerando che i processi di preparazione e prevenzione della popolazione nella sua totalità faticano a penetrare i meccanisimi di protezione civile (Volterrani, 2021), l’accompagnamento di questi processi e l’armonizzazione degli sforzi spontanei e istituzionali è l’obiettivo del presente lavoro. Interno al Progetto ****, tuttora in corso, e riguardante Germania, Slovenia, Italia, Francia e Grecia, lo studio mira a co-costruire framework di intervento emergenziali in risposta alla crisi climatica europea e situati, a partire dai bisogni dei territori, interrogandosi circa: a. sfide, opportunità e rischi della prospettiva grounded; b. approcci, temi e resistenze a livello nazionale e comparato. L’impianto metodologico della ricerca-azione adottato (Whitehead, 2009, Anderson, McLachlan, 2016, Bradbury, 2024) consta di tre fasi: 1. sessione partecipativa con le associazioni coinvolte e familiarizzazione con le metodologie, 2. coinvolgimento del territorio (circa 60 interviste con volontari formali e informali), 3. cinque incontri civici partecipati con le istituzioni locali, impiegando world cafés e fish bowls. I risultati preliminari evidenziano come postura e percezione delle associazioni siano dirimenti per promuovere connessioni più profonde tra cittadini e gestione delle emergenze. L’esperienza di una sorta di dissonanza ontologica (St.Pierre, 2017) rispetto al proprio modus operandi permette di comprendere la rilevanza della miscellanea delle competenze quale punto di arrivo per costruire nuovi piani di azione in un percorso di condivisione continuo. | |
