Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 08: Ageing e relazioni intergenerazionali Luogo, sala: Aula 11 (A0-B) Chair di sessione: Elisabetta Carrà | |
| Presentazione 4 | |
Divario digitale e alfabetizzazione sanitaria negli anziani: strategie di mediazione intergenerazionale Univesità degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Italia La presente proposta si inserisce nel progetto PRIN PNRR 2022 Ageing, Health Literacy and Digital Skills Through the Pandemics, condotto dall’Università degli Studi di Cassino e dall’Università di Verona. Questa ricerca indaga la relazione tra il divario digitale, inteso come disuguaglianza nell’accesso e nell’uso delle tecnologie digitali (Van Dijk, 2020), e le tensioni temporali che caratterizzano la società contemporanea. In particolare, si analizza come la trasformazione digitale determini le dinamiche di inclusione ed esclusione, con un focus specifico sulle fasce di popolazione più vulnerabili. La pandemia da Covid-19 ha ulteriormente esacerbato tali disuguaglianze (Esposito, 2022), accelerando un processo di digitalizzazione che ha contribuito a rafforzare le barriere di accesso, accentuando la discrepanza tra il ritmo dell’innovazione tecnologica e le capacità di adattamento della popolazione anziana. In questo quadro, il tempo si configura come una variabile analitica centrale per la comprensione delle dinamiche di esclusione digitale e della crescente vulnerabilità sociale. In particolare, si intende indagare in che modo il divario digitale in ambito sanitario possa rappresentare un’espressione di marginalizzazione temporale determinata dall’accelerazione sociale (Rosa, 2013; 2019), dai processi digitali e dall’urgenza nell’accesso ai servizi sanitari online. Tale fenomeno risulta ulteriormente aggravato dalla carenza di percorsi di apprendimento adeguati alle esigenze della popolazione anziana, contribuendo ad amplificare le disuguaglianze nell’uso delle tecnologie e nell’accesso alle risorse sanitarie digitali. In dettaglio, l’analisi si articola intorno a due interrogativi:
La presente proposta si basa su una prima analisi qualitativa condotta attraverso 20 interviste a testimoni privilegiati in due regioni italiane (Lazio e Veneto), coinvolgendo operatori sanitari, assistenti sociali e formatori digitali. I risultati evidenziano due principali frame concettuali:
L’analisi delle interviste evidenzia come la principale barriera all’inclusione digitale non risieda unicamente nell’accesso alle tecnologie, ma anche nel tempo necessario per apprenderle che diventa un elemento di disallineamento sociale rispetto alle scadenze istituzionali e alle urgenze sanitarie, accentuando le difficoltà della popolazione anziana. La continua evoluzione delle piattaforme digitali in ambito sanitario, unita alla necessità di aggiornamenti costanti, contribuisce a generare insicurezza, ansia e quel senso di alienazione poco funzionale al processo di adattamento alle innovazioni tecnologiche. In risposta a questa accelerazione, la formazione intergenerazionale emerge come una strategia efficace per mitigare il disallineamento. L’apprendimento mediato da giovani formatori non solo contribuisce alla riduzione delle disuguaglianze digitali (Marmot, 2006), ma si configura anche come un modello di accompagnamento che consente agli anziani di acquisire competenze digitali in modo più sostenibile e rassicurante. In questa prospettiva, la ricerca propone un cambio di paradigma: il tempo non deve funzionare da vincolo, ma come una risorsa educativa essenziale. La rapidità delle trasformazioni tecnologiche e l’urgenza di accesso ai servizi digitali generano nuove forme di esclusione, rendendo imprescindibile l’adozione di modelli di inclusione funzionali ai tempi di apprendimento delle fasce più vulnerabili della popolazione. I risultati della ricerca evidenziano la necessità di politiche pubbliche mirate a promuovere un’alfabetizzazione digitale sostenibile (Esposito E. et al., 2021), prevenendo così la trasformazione del divario digitale in una frattura strutturale. Ciò risulta cruciale per garantire un accesso equo e inclusivo ai servizi sanitari pubblici, riducendo le disuguaglianze e favorendo l’autonomia digitale della popolazione anziana. | |
