Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 09: Immaginari urbani e turistici Luogo, sala: Aula 12 (A1-B) Chair di sessione: Emiliano Ilardi | |
| Presentazione 1 | |
I tempi lenti del turismo alternativo e del cooperativismo di piattaforma: l’esperienza delle cooperative di comunità abruzzesi 1: ENEA; 2: Università degli Studi dell'Aquila, Italia; 3: Legacoop – CulTurMedia; 4: Università degli Studi Chieti–Pescara; 5: Sapienza Università di Roma Il paper dà conto dei risultati di una ricerca-azione svolta con alcune cooperative di comunità abruzzesi, con cui abbiamo co-progettato una piattaforma digitale, “AbiTerrò”, che riflettesse nel design i loro valori e dinamiche sociali, così da comprendere -in una prospettiva emica- le pratiche culturali legate al turismo alternativo e al cooperativismo di piattaforma. Le cooperative di comunità che nascono in contesti marginali come l’Abruzzo (Vendemmia et al., 2021) promuovono il recupero di un tempo meno frammentato e più radicato nella quotidianità dei luoghi (Mori, 2014; Sforzi, Burini, 2020), proponendo attività ricreative non convenzionali e attente alla popolazione locale (Hannonen, 2018; Giampiccoli & Mtapuri, 2021) che favoriscono la condivisione autentica di esperienze (Gursoy et al. 2010; Triarchi & Karamanis, 2017). In questo senso, le cooperative possono essere considerate come comunità di resistenza (Sivanandan, 1981; Aiken, 2015) alle forme di turismo “mordi e fuggi” che dominano la scena globale (Becker, 2016; Neef, 2021). Esse adottano specifiche modalità sia di tutela e promozione del territorio, sia di accoglienza ed ospitalità, che rispondono criticamente all’intensificazione dei flussi turistici nelle grandi città (Triarchi & Karamanis, 2017; Dodds & Butler, 2019), favorita da piattaforme di settore come AirBnb e Booking (Nilsson, 2020; Celata & Romano, 2022). Il cooperativismo di piattaforma ben si presta a questa operazione giacché prova a risignificare la sharing economy sottesa alle piattaforme digitali in termini di maggiore tutela del lavoro, cura delle relazioni umane e protezione dei beni comuni (Papadimitropoulos, 2021; Rose, 2021). Facendo leva sul modello cooperativo tradizionale basato su legami di fiducia, relazioni di lavoro strutturate, e valori condivisi, le sperimentazioni realizzate finora in questo campo hanno provato (non sempre efficacemente, Bunders & De Moor, 2024) ad annodare i valori dell’innovazione sociale e della solidarietà alla profittabilità (Scholz, 2016; Di Maggio, 2019), per allentare la presa del capitalismo digitale, che tende sempre più ad uniformare i tempi e le esperienze delle persone. Questi due framework informano il disegno della nostra ricerca, improntato sulla Design Sociology (Lupton, 2018). Abbiamo applicato il Design Thinking come strategia creativa e collaborativa di risoluzione di problemi reali incentrata sull’utente e orientata alle comunità (Brown, 2019; Goi & Tan, 2021), e il Design Sprint come protocollo operativo per l’identificazione di obiettivi e soluzioni innovative da prototipare e validare con i/le partecipanti (Knapp et al., 2016). Nello specifico, abbiamo organizzato cinque workshop con i/le portavoce di otto cooperative di comunità abruzzesi che, al momento della ricerca, già lavoravano insieme su progetti di turismo alternativo attivati nei borghi di provenienza. L’analisi dei materiali raccolti durante le attività mostra che, nelle fasi iniziali e più “concettuali” del co-design, le cooperative di comunità si posizionano come appartenenti ad un unico territorio, con valori e pratiche condivise internamente che devono poi essere riconoscibili all’esterno. Pertanto, AbiTerrò è pensata sia come un ambiente digitale di backstage che le riunisce e che dà protagonismo alle comunità locali, sia come frontstage rivolto ai/alle guest in entrata, a cui propone un’offerta turistica lenta che favorisce un’immersione rispettosa nella cultura autoctona. Tuttavia, durante le fasi di ideazione, prototipazione e test della piattaforma, emergono difficoltà nel mantenere tale assetto “bifronte”. Entrare nelle maglie dell’architettura e dei meccanismi di funzionamento di AbiTerrò solleva questioni etiche, legali e gestionali tra i/le partecipanti circa la capacità effettiva della piattaforma di rispondere ai fabbisogni della popolazione locale mentre si rivolge ai flussi turistici in entrata. Ciononostante, i valori iniettati nella discussione restano saldamente ancorati alla necessità di evitare forme di consumo bulimico dei luoghi e favorire l’integrazione dei/delle guest nella vita delle comunità locali, allungando il loro tempo di permanenza nei territori e superando così la dicotomia ospite-abitante. | |
