Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 08: Ageing e relazioni intergenerazionali Luogo, sala: Aula 11 (A0-B) Chair di sessione: Elisabetta Carrà | |
| Presentazione 3 | |
Continuità e fratture: growing older together Università del Molise, Italia «Il tempo è la sostanza di cui un sé umano è costruito» (Luckmann 1983). Il contributo che si intende presentare si pone l’obiettivo di documentare da una parte la validità di questo assunto (quello cioè del legame strutturale tra tempo/tempi e costruzione dell’identità), e, dall’altra parte, le condizioni nuove in cui questo processo deve essere attentamente gestito dal soggetto in “tempi moderni”. Uno dei problemi fondamentali, in questo quadro di ricerca, è certamente la questione della “continuità”, fattore essenziale per una definizione stessa di identità: occorre poter far affidamento su un nesso, anche minimo, tra le circostanze presenti e passate, sul fatto che tale nesso sia destinato a una certa durata, sulla fiducia che esista un ordine che assicura una stretta somiglianza tra le cose come sono ora e come erano solite essere in passato (Giddens 1979). Questo ordine è variabile in quanto esito di processi culturali che danno forma e nutrimento alle idee del passato e del futuro (Appadurai 2004). Nella modernità il rapporto tra il passato il futuro si è palesemente trasformato (Koselleck 1979): un passato più lontano, così come un futuro più lontano, diventano per noi oggi “irrilevanti” per lasciare spazio a una forma peculiare di “accelerazione” che caratterizza i tempi moderni. Da questa trasformazione degli stili temporali collettivi prende forma la “cultura dell'immediatezza”: mode, stili di vita, cicli di produzione, lavoro, relazioni matrimoniali e partner sessuali, convinzioni politiche e religiose diventano sempre più contingenti e instabili (Rosa e Scheuerman 2009). Comincia così ad affermarsi la sorprendente idea che possa esistere una strategia razionale e persino sicura per preferire l’insicuro al sicuro (Luhmann 1976). Il tempo cambia la sua definizione metaforica: non è più un fiume, ma un insieme di pozzanghere e piscine (Bauman 1999). Conseguentemente, la biografia come dimensione unitaria cede il passo a una narrazione per frammenti: la grande impresa identitaria non è più quella di scoprire o inventare un’identità, ma evitare che questa “si appiccichi”. Due fenomeni legati alle nuove prassi narrative e comunicative possono dare spunti riflessivi sugli sviluppi attuali di questi mutamenti, in merito alla dimensione della “continuità” nei processi identitari . Sulla piattaforma Tik Tok si sta diffondendo a macchia d’olio la prassi del cosiddetto Reality Shifting, un passaggio della coscienza dalla “realtà corrente” alla “realtà desiderata” (opportunità che, secondo molti osservatori, esploderà nel Metaverso): si tratta, al fondo, di una forma di evasione durante la quale il soggetto che la pratica si astrae dalla realtà per catapultarsi in un mondo immaginifico, plasmato sui propri desideri e le proprie fantasie, rendendo “disponibile” la dimensione temporale. Il secondo fenomeno è quello altrettanto diffuso su tutti i social network, particolarmente quelli frequentati dai più giovani: il ghosting è la pratica attraverso la quale, nonostante i vari modi di connetterci l’uno all’altro, diventa più facile sparire, non rispondere più, soprattutto nelle relazioni “calde”. Identità cancellabili. Una riflessione finale su questo stato di cose ci suggerisce di riconsiderare una intuizione diametralmente opposta: Alfred Schütz (1951) analizzando una particolare esperienza temporale (quella legata alla performance musicale), aveva individuato in essa particolari forme di rapporti sociali “which necessarily precede” ogni tipo di comunicazione. In quell’esperienza, esecutore e ascoltatore sono “sintonizzati” l'uno con l'altro, vivono insieme attraverso lo stesso flusso: con una sola espressione, “they are growing older together”. Questo “invecchiare insieme”, questa “mutual tuning-in relationship” coincide con la relazione sociale precomunicativa sulla quale è fondata ogni comunicazione: «It is precisely this mutual tuning-in relationship by which the “I” and the “Thou” are experienced by both participants as a “We”», attraverso la semplice “condivisione del tempo”. | |
