Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 10: Immagini e rappresentazioni dell'IA Luogo, sala: Aula 13 (A1-C) Chair di sessione: Patrizia Calefato | |
| Presentazione 2 | |
La moda nel Metaverso: AI e percezione del tempo, tra accelerazione e sostenibilità eCampus, Italia
Le crisi ecologiche ed economiche cambiano la percezione del tempo e delle pratiche quotidiane, trasformando il modo in cui le persone consumano, producono e si relazionano con i beni materiali e digitali. In questo scenario, la moda digitale e l’AI generativa emergono come nuove frontiere di consumo, ridefinendone la temporalità e modificando la produzione e la fruizione. Questa trasformazione si inserisce nel contesto odierno di grave crisi ambientale, in cui il fast fashion è al centro del dibattito sulla sostenibilità (Mortara et al., 2024; Calefato, 2021). In questa direzione, la moda digitale e generativa avanza con la promessa di una smaterializzazione dell’abbigliamento come soluzione sostenibile agli sprechi e al consumo di risorse fisiche. Tuttavia, tale forma di produzione, anziché mitigare l’impatto ambientale, rischia di alimentare ulteriormente l’iperconsumo, sollevando interrogativi sulla sostenibilità dell’hyper-fast fashion digitale e sulla dilatazione della percezione del tempo nelle pratiche di consumo. Questa riflessione si inserisce nel quadro teorico della teoria accelerazionista di Hartmut Rosa (2015), per il quale la modernità è segnata da un’accelerazione che comprime la percezione del tempo e rende il presente sempre più breve e instabile. La moda digitale, e in particolare quella generativa, con la sua produzione istantanea, esemplifica questa logica, spazzando via la stagionalità e promuovendo il consumo iperveloce, con un forsennato turnover di modelli, tendenze e pratiche comunicative. Al contempo, il paper si basa sulle riflessioni di Zygmunt Bauman (2012) che consentono di interpretare le pratiche mediali e socioculturali della moda digitale nel contesto della postmodernità, segnata da consumo volatile e identità mutevoli. In questa prospettiva, per esempio, è possibile inquadrare l’acquisto e l’impiego di abiti solo per la durata di un post sui social o per un avatar temporaneo nel metaverso. Attraverso l’analisi del caso studio di DressX, che invita gli utenti a “non comprare meno, ma ad acquistare moda digitale”, come risposta alle crisi ambientali e ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, l’intervento intende esaminare i processi e le modalità attraverso cui il metaverso e l’AI generativa non solo riscrivono le regole della produzione e del consumo di moda, ma anche la nostra relazione con il tempo, la sostenibilità e l’identità digitale. L’assenza di fisicità della moda virtuale modifica, infatti, il ciclo temporaneo del consumo e il concetto di possesso e di durata, portando a un’esperienza sempre più effimera e disancorata dalla materialità tradizionale. A questo proposito, l’approccio del materialismo digitale (Gottlieb, 2018; Tirino, 2017), che solleva interrogativi critici sulla reale sostenibilità e sulla capacità di rispondere alla crisi ambientale. | |
