Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 08: Ageing e relazioni intergenerazionali Luogo, sala: Aula 11 (A0-B) Chair di sessione: Elisabetta Carrà | |
| Presentazione 2 | |
Celebrity e Nostalgia nel pubblico senior. Primi risultati di una analisi field 1: Università di Bologna, Italia; 2: Università di Salerno, Italia La (ri)scoperta della terza età a livello mediale, fortemente connessa al mutamento sociale contemporaneo, chiama in causa una riflessione sui discorsi e i prodotti dedicati al tema che vanno dai programmi di approfondimento, alle questioni politiche, fino allo spettacolo e allo sport. Protagonisti di questi momenti di visibilità sono soprattutto le celebrità anziane che sempre di più si configurano come indici e catalizzatori di tendenze, ma anche come motori o creatori di contro-tendenze, con effetti rilevanti a livello collettivo. Obiettivo del nostro intervento è quello di presentare i primi dati della ricerca ****, focalizzata sulla celebrità sia in quanto dispositivo socio-culturale, sia come possibile elemento valorizzatore dell’esperienza di fruizione nel pubblico senior. Le domande che hanno guidato la nostra ricerca possono essere così sintetizzate: in che modo la presenza di “vecchie” celebrità favorisce la ricontestualizzazione dei prodotti mediali da parte degli spettatori più anziani? In quali forme e attraverso quali processi questi prodotti - e i relativi significati - vengono riadattati al presente (Mason, 1996)? Quanto la nostalgia associata alla fruizione dei prodotti mediali funziona da meccanismo di attivazione di una visione del futuro (Smith e Campbell, 2017)? La tensione a recuperare e rivivere nostalgicamente il proprio passato può alimentare percorsi di auto-formazione mediale per riuscire ad utilizzare in modo pieno e consapevole dispositivi e ambienti digitali, per accedere a materiali audiovisivi e per condividerli e socializzarli? La nostalgia per un passato che, tuttavia, resta “a portata di clic”, può favorire la condivisione intergenerazionale delle proprie passioni, conoscenze e miti (Bolin, 2016; Baxter, 2016; Wildschut et al., 2018)? Attraverso una serie di focus group con persone di più di 65 anni, svolti a Bologna e Salerno, il nostro obiettivo è stato quello di intercettare che tipo di ricordi, meccanismi, processi vengono attivati dalle celebrità del passato sul pubblico senior. Il quadro metodologico è stato progettato in funzione della capacità dei focus group di restituire una notevole quantità di informazioni rispetto alle forme di conservazione e rielaborazione della memoria collettiva (Coupland, 2015; Obradović, 2016). Se è vero, infatti, che la nostalgia apre “uno spazio di negoziazione tra memoria personale e collettiva” (Fortunati, 2008), attraverso i focus group abbiamo cercato di mettere a fuoco in che misura questo sentimento possa essere considerato di natura sociale, richiamando un passato comune e un’attenzione al presente che tenga conto di quel passato (Espinoza et al. 2014). Attraverso l’analisi dei dati empirici è possibile affrontare le dimensioni ambivalenti della nostalgia: da un lato, si evidenziano i processi e le dinamiche socio-culturali che trasformano il passato in una fonte di valore per il presente e il futuro (“nostalgia per un futuro a sua volta perduto: ciò a cui quel passato aveva teso” (Jedlowski, 2017; Laks 2021, Niemeyer e Siebert, 2023); dall’altro, c’è sempre il rischio che la rievocazione del passato possa generare bolle nostalgiche, in cui il pubblico più anziano si sente protetto e a suo agio (comfort zone), ma che lo rendono più chiuso verso il presente e il futuro (Zannoni, 2023). | |
