Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Sessione 4 - Panel 03: Crisi climatica e sostenibilità Luogo, sala: Aula Magna Baffi (A0-F) Chair di sessione: Paola Parmiggiani | |
| Presentazione 1 | |
Temporalità istituzionale e comunicazione ambientale: una sfida centrale per le culture della sostenibilità Università Cattolica del Sacro Cuore, Italia Temporalità istituzionale e comunicazione ambientale: una sfida centrale per le culture della sostenibilità Nel processo di implementazione dello sviluppo sostenibile incarnato nell'Agenda 2030, la comunicazione istituzionale sul piano locale svolge un ruolo essenziale nell’armonizzare le diverse percezioni della sostenibilità con le tempistiche proprie delle istituzioni (Weber, 1922) e delle crisi ambientali. Il concetto di "ultimo miglio" rappresenta la fase finale di questo flusso comunicativo, in cui le informazioni fluiscono dalle istituzioni locali ai cittadini per favorire il compromesso tra le diverse rappresentazioni sociali e culturali legate alla sostenibilità (Moscovici, 1981; Fisher et al, 2018). Il discorso istituzionale tende a dichiarare l’ingaggio comunicativo della cittadinanza come prioritario. Tuttavia, lo sguardo etnografico sulla cultura istituzionale locale evidenzia come la messa in forma di tale flusso comunicativo sia influenzata dall’interazione conflittuale di una molteplicità di temporalità eterogenee. La letteratura sulle crisi ambientali sottolinea l'importanza di risposte immediate per limitare i danni ecologici ed economici (Lundgren et al, 2015; Gunderson & Holling 2002). Al contrario, le risposte istituzionali spesso non risultano in grado di tenere il passo con la velocità del degrado ambientale (Jurin, 2010), a causa delle specifiche temporalità da un lato dei decisori (legata, nei paesi democratici, tipicamente a cicli elettorali) e dall’altro delle burocrazie che concretamente animano le istituzioni. In tal senso, le problematiche ambientali si configurano come processi che si sviluppano su scale temporali incompatibili con la reattività delle istituzioni e con la ricerca del consenso (Howlett, 2020). La ricerca si concentra quindi sulla seguente domanda: quali fattori interagiscono con queste temporalità abilitando o ostacolando l’efficacia della comunicazione istituzionale ambientale sul piano locale? Il presente studio esamina il caso di Brescia, e specificamente della bonifica del Sito di Interesse Nazionale Caffaro, ex-area industriale pesantemente contaminata. Il processo della bonifica, progetto controverso dalla durata ormai ventennale, vede una pluralità di stakeholder affrontarsi in molteplici arene politiche e comunicative. Fra esse, il saggio si focalizza sull'Osservatorio Caffaro, struttura partecipativa istituita nel 2021 dal Comune di Brescia per discutere le iniziative legate alla bonifica. Dal 2022, l’osservatorio sta cercando di mettere in forma una strategia comunicativa di “ultimo miglio” rivolta alla cittadinanza: tale processo è risultato significativamente controverso e conflittuale, e su di esso si focalizza il caso di studio. In particolare, l’analisi si concentra sul coinvolgimento degli stakeholder (Dryzek, 2005; Putnam, 2000), l'uso dei media digitali (Bartoletti et al, 2016), la trasparenza istituzionale (Istrate, 2022) e i processi di costruzione del consenso (Turnhout et al, 2010). Per rispondere alla domanda di ricerca, il saggio adotta in prospettiva diacronica un approccio metodologico multilivello, combinando osservazione partecipante, analisi di materiali comunicativi (report, linee guida, politiche), e interviste con attori chiave (decisori politici, funzionari, membri della comunità). I risultati mettono in luce come l’efficacia degli oggetti comunicativi analizzati risulti pesantemente influenzata dalla discrasia tra le diverse temporalità in gioco – anche a prescindere dalle azioni specificamente rivolte verso di essi dai portatori di interesse. Ciò ha finito non soltanto per rallentare la costruzione di un consenso tra gli stakeholder atto a dare una forma definitiva all’oggetto di comunicazione e a definire immaginari condivisi; ma ha anche determinato le concrete forme degli oggetti comunicativi e la loro disseminazione. Questo studio contribuisce, quindi, a una riflessione più ampia sulle dinamiche di adattamento delle istituzioni pubbliche alle sfide della sostenibilità, suggerendo che la comunicazione ambientale non possa essere concepita come un processo lineare, bensì come un'arena di negoziazione continua tra vincoli strutturali e opportunità di coinvolgimento attivo della cittadinanza. | |
