Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Sessione 2 - Panel 10: Giornalismo e informazione in trasformazione Luogo, sala: Aula 13 (A1-C) Chair di sessione: Carlo Sorrentino | |
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Attori e luoghi del racconto giornalistico della ‘ndrangheta Università degli Studi di Perugia, dottoranda in “Legalità, culture politiche e democrazia” La ‘ndrangheta è oggi la mafia glocal più potente al mondo. Presente carsicamente dalla Calabria alla Lombardia, lungo tutto lo stivale e oltre i confini nazionali (dalla Germania al Canada, fino all’Australia), l’organizzazione calabrese si è rivelata capace di colonizzare nuovi territori non a tradizionale presenza mafiosa, lontana dai riflettori dei media. Infatti, mentre in Campania scorreva il sangue delle mattanze delle camorre e Cosa nostra compariva tra le pagine dei quotidiani nazionali e stranieri – prima con la stagione dei “cadaveri eccellenti” degli anni Ottanta e poi con le Stragi degli anni Novanta – la ‘ndrangheta riusciva ad allargare i propri affari su scala locale e globale. Fatta eccezione per la stagione dei “sequestri di persona”, che per il calibro delle persone coinvolte – da Paul Getty III alla “mamma Coraggio” – attirarono l’attenzione dei media di tutto il mondo, l’organizzazione calabrese ha da sempre preferito la strada del silenzio e degli affari, diventando oggi la prima mafia per forza e prestigio, ma anche la meno studiata e conosciuta. Le immagini del collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta che scende dall’aereo di ritorno dal Brasile, del boss Totò Riina alla sbarra del processo di Palermo o di Matteo Messina Denaro al momento dell’arresto fanno parte dell’immaginario collettivo. Allo stesso modo, grazie al successo internazionale di “Gomorra” – nonostante le rappresentazioni fortemente stereotipate – le camorre sono oggi note al grande pubblico. Quali sono, invece, i principali boss dell’organizzazione calabrese? Quali i personaggi del racconto giornalistico? Se della mafia siciliana e campana si conoscono i “cattivi” e i tantissimi “buoni” che vi si opposero, lo stesso si potrebbe affermare della ‘ndrangheta? Tale contributo nasce proprio da queste domande di ricerca, nel tentativo di comprendere quali siano i principali attori e luoghi del racconto giornalistico della ‘ndrangheta. Sulla base della ricerca quantitativa realizzata con il software "WordStat", questo intervento esamina i principali protagonisti delle narrazioni mediali dell'organizzazione calabrese. Lo studio è stato condotto attraverso l’analisi del coverage degli articoli riportanti la parola “‘ndrangheta” dal 2000 al 2023, sulle principali testate di tipo generalista: “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “La Stampa” e “Il Giornale”. A queste, per l’attenzione dedicata al tema della criminalità organizzata di stampo mafioso, si aggiungono i giornali “L’Avvenire” e “Il Fatto Quotidiano”, in un corpus totale di 29594 articoli. L’obiettivo di questo intervento è di comprendere, tramite lo studio delle occorrenze, se i principali nomi che emergono dal corpus selezionato siano connessi a personaggi politici, magistrati, vittime innocenti o boss mafiosi. A riguardo, un dato rilevante è la presenza del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, “volto pop” dell’antimafia calabrese, secondo per numero di occorrenze dopo Berlusconi. Oltre agli attori, verranno poi analizzati i principali luoghi, per capire se la narrazione della ‘ndrangheta si riveli ancora oggi fortemente ancorata ai territori di origine dell’organizzazione o rifletta, invece, la colonizzazione di aree non a tradizionale presenza mafiosa. Luoghi e attori sono componenti fondamentali delle narrazioni mediali che, costituite da protagonisti e riferimenti culturali facilmente identificabili dal lettore, permettono al grande pubblico di orientarsi nella complessità dell’evento raccontato. Da qui l’idea di questo contributo che, attraverso l’analisi delle rappresentazioni giornalistiche, si interroga sulla costruzione dell’immaginario collettivo e percezione della ‘ndrangheta. | |
