Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 06: Genere, identità e intimità Luogo, sala: Aula 6 (A1-F) Chair di sessione: Paola Rebughini | |
| Presentazione 4 | |
Discriminazione e resistenza nel mondo del lavoro: uno studio sulla comunità digitale r/childfree Università degli Studi di Messina, Italia Lo studio, realizzato nell’ambito del progetto ****, esplora il fenomeno delle scelte non riproduttive (childfree) attraverso una prospettiva di genere, indagando le implicazioni sociali e professionali vissute da coloro che decidono di non avere figli (Gillespie, 2000; Moore, 2014; Park, 2002; Veevers, 1980). Si analizzano, in particolare, le discussioni nella comunità digitale r/childfree su Reddit, uno dei forum più rilevanti sul tema, mettendo in luce le sfide strutturali e culturali affrontate dai lavoratori childfree, con un focus sulle discriminazioni di genere e sulle asimmetrie nelle aspettative lavorative (Goldscheider et al., 2015; Serri et al., 2019). La progressiva mercificazione del tempo privato (Harvey,1989) subordina sempre più frequentemente il tempo libero alle esigenze del mercato del lavoro. Questa tendenza si inserisce in quella che viene definita la “società dell’accelerazione” (Rosa, 2015), in cui la compressione dei tempi di vita genera uno stress costante e una precarizzazione delle esperienze quotidiane. All’interno di molte organizzazioni, il confine tra tempo di vita e tempo di lavoro risulta sempre più sfumato, determinando una crescente pressione temporale, che spesso penalizza coloro che non si conformano ai modelli normativi del lavoratore-genitore (Hochschild, 1997; Gerson, 2011). L’indagine ricostruisce le dinamiche di discriminazione e sovraccarico lavorativo di uomini e donne childfree, evidenziando come le trasformazioni economiche e culturali contemporanee abbiano rafforzato un modello di produttività basato sulla costante disponibilità lavorativa (Wajcman, 2014). Metodologicamente, lo studio si avvale di un’etnografia digitale (Sumiala & Tikka, 2020) e di un’analisi tematica, condotta manualmente e con il supporto del software Nvivo (Jackson & Bazeley, 2019). L’osservazione non partecipante del subreddit r/childfree, svolta tra luglio e dicembre 2024, si è focalizzata sulle narrazioni relative alle discriminazioni lavorative. A questa fase è seguita l’analisi tematica di 1.448 commenti, che ha permesso di classificare i contenuti in tre macrocategorie: discriminazione sul lavoro, dinamiche professionali e lavorative e commenti irrilevanti (Saldaña, 2021). I risultati rivelano che i lavoratori e le lavoratrici childfree sono frequentemente percepiti come più disponibili per straordinari e incarichi extra, una supposizione che ignora i loro impegni personali e contribuisce a una distribuzione iniqua del carico di lavoro (Budig & England, 2001). Le donne childfree, in particolare, affrontano ostacoli significativi, poiché la loro scelta amplifica le disuguaglianze di genere già presenti nei contesti professionali (Hochschild & Machung, 2012). Un aspetto centrale emerso dall’analisi riguarda il work-life balance, elemento essenziale per i lavoratori childfree, i quali considerano il proprio tempo libero una risorsa fondamentale per il benessere individuale, il riposo e la coltivazione di interessi extra-lavorativi. Tuttavia, numerosi utenti del subreddit riportano di essere frequentemente sovraccaricati di straordinari, turni extra e incarichi aggiuntivi, poiché i colleghi e le colleghe con figli vengono ritenuti meno disponibili. Questa dinamica si fonda sulla presunzione che chi non ha figli disponga di più tempo per il lavoro, trascurando il valore delle attività personali e la necessità di un equilibrio tra vita professionale e privata. Le misure aziendali volte a conciliare impegni lavorativi e personali tendono spesso a favorire chi ha responsabilità familiari, escludendo chi non rientra in questi schemi, con il rischio di alimentare percezioni di disparità e aspettative implicite di maggiore disponibilità per i dipendenti senza figli (Darcy et al., 2012). Gli utenti auspicano politiche aziendali che non considerino la genitorialità il principale criterio per determinare flessibilità lavorativa (Hobson & Fahlén, 2009). Sottolineano, inoltre, l’importanza di riforme organizzative che valorizzino la diversità delle scelte di vita, promuovendo una cultura lavorativa più equa e rispettosa delle esigenze individuali (Gill, 2012). | |
