Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 2 - Panel 03: Comunicazione ambientale e rischio climatico Luogo, sala: Aula Magna Baffi (A0-F) Chair di sessione: Roberta Paltrinieri | |
| Presentazione 5 | |
Reimmaginare le (im)mobilità climatiche attraverso l’arte Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia, Università di Bologna Il contributo esamina attraverso un approccio critico le complesse narrazioni che legano cambiamenti climatici e migrazioni (Baldwin 2022; Farbotko 2017), concentrandosi su come la dimensione estetica e discorsiva (Habermas 1984) delle pratiche artistiche possa plasmare l’immaginario sulle migrazioni climatiche. Con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, il concetto di “rifugiati climatici” è diventato centrale nel dibattito politico, e viene spesso associato a una narrativa di minaccia che enfatizza il senso di insicurezza piuttosto che affrontare le disuguaglianze e cause geopolitiche che lo definiscono (Bettini 2013). Queste narrazioni distorte amplificano l’ansia nei riguardi delle migrazioni climatiche, portando a pratiche discriminatorie e a un inasprimento delle misure di sicurezza alle frontiere nel Nord globale (Giacomelli 2023). Sulla base di queste premesse, il presente contributo si propone di ampliare la comprensione dei discorsi che circondano le (im)mobilità indotte dai cambiamenti climatici, esplorando come varie forme di arte, estetica e rappresentazione possano rimodellare queste narrazioni (Mazzara 2019). In particolare, attraverso l’analisi delle narrative sui migranti climatici all’interno di diverse pratiche e sperimentazioni artistiche (Oso, Ribas-Mateos, Moralli 2015) si intende comprendere se queste rappresentazioni possano perpetuare o sfidare la distorsione mediatica mainstream. Si esplorerà, infine, come queste pratiche artistiche possano offrire degli spazi controegemonici per ripensare le varie forme di (im)mobilità climatiche, favorendone una comprensione più sfumata che riconosca le complessità della mobilità umana di fronte al cambiamento climatico. | |
