Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Daily Overview |
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Sessione 4 - Panel 02: Piattaformizzazione, vita quotidiana e industria culturale Luogo, sala: Aula 2 (AO-A) Chair di sessione: Francesca Pasquali | |
| Presentazione 1 | |
Dal tempo continuo al tempo discreto: analogico, digitale e nuova fruizione della serialità televisiva Università di Cagliari, Italia Se per Marshall McLuhan, “il medium è il messaggio” allora, a prescindere dal contenuto, il mezzo attraverso il quale viene veicolata un'informazione ha un impatto sulla società e sul modo in cui le persone percepiscono la realtà. Ogni mezzo di comunicazione ha caratteristiche uniche che influenzano il modo in cui le persone lo utilizzano, il modo in cui interpretano le informazioni e il modo in cui interagiscono tra loro. Quando la tecnologia elettrica era analogica la trasmissione dell’immagine sullo schermo televisivo avveniva attraverso un segnale continuo. Se, sempre sulla scorta di McLuhan, i media elettrici estendono il nostro sistema nervoso centrale, allora, in un ambiente analogico, quest’ultimo era connesso a una rete di trasmissione di segnali continui e la percezione della realtà, e quindi del tempo, era inevitabilmente continua. Con la tecnologia elettrica digitale la trasmissione dell’immagine sullo schermo avviene attraverso un segnale discreto con conseguente cambiamento della nostra percezione della realtà e del tempo. Non a caso, se il movimento della lancetta dei secondi in un orologio meccanico è continuo, quello degli orologi al quarzo scandisce il tempo con movimenti a scatti della lancetta dei secondi risultando così discreto. Lo scandisce come un inesorabile conto alla rovescia per cui non siamo più noi a inseguire il tempo ma e il tempo a inseguire noi, determinando così quella accelerazione e alienazione nella tarda modernità di cui parla Hartmut Rosa nella sua teoria critica del tempo. Questo cambio di paradigma dall’analogico al digitale, e quindi dal discreto al continuo, ha modificato le modalità di produzione e fruizione dei prodotti audiovisivi anche in considerazione del fatto che, se in epoca analogica lo schermo era prevalentemente quello del televisore, oggi gli schermi si sono moltiplicati, dal tablet allo smartphone, consentendone la mobilità. In questa ottica, a differenza del cinema, la serialità televisiva, come la lancetta di un orologio al quarzo, scandisce la narrazione in episodi, determinandone una trasmissione, e quindi una fruizione, discreta. Ma se non siamo più noi a inseguire il tempo ma il tempo che ci insegue, allora ecco che per andargli dietro nasce il fenomeno del binge racing, ovvero quell’evoluzione del binge watching per il quale si guarda tutto d’un fiato un’intera serie tv, spesso fatta di molte stagioni. Questa modalità di fruizione è praticata prevalentemente sulle piattaforme televisive, in cui gli episodi delle serie TV vengono rilasciati insieme simultaneamente. | |
