Programma della conferenza
VII “Non c’è più tempo!” Crisi ed emergenze nella società contemporanea / Cagliari, 19/20 giugno 2025
In un’epoca segnata da crisi ricorrenti e da un senso di urgenza perpetua, il concetto di tempo emerge come una lente imprescindibile per analizzare e comprendere la società contemporanea. Il convegno SISCC 2025, organizzato dalla “Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione”, intende riflettere sulle molteplici declinazioni del tempo nel contesto delle crisi odierne, esplorando come l’accelerazione dei ritmi di vita e la proliferazione delle emergenze stiano ridefinendo dimensioni fondamentali dell’educazione, della comunicazione e della vita quotidiana.
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Sessione 4 - Panel 06: Opinione pubblica, manipolazione e conflitto Luogo, sala: Aula 6 (A1-F) Chair di sessione: Augusto Valeriani | |
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Manipolazione e soppressione dell'informazione. Quali impatti sulle comunità diasporiche in Europa? Università di Bologna, Italia La manipolazione e l'interferenza informativa (FIMI, Foreign Information Manipulation and Suppression) rappresentano un modo di agire, generalmente non illegale, che minaccia o può influenzare negativamente valori e processi politici. Si tratta di una strategia usata da diversi attori e governi e che è sempre più diffusa nei tempi odierni di proliferazione di emergenze e conflitti globali. Alcuni esempi concreti delle minacce FIMI che impattano l'ambito della comunicazione e della vita quotidiana si riscontrano nel contesto russo e cinese, relativamente all'invasione militare russa dell'Ucraina per manipolare l'opinione pubblica e globale e giustificare l'aggressione; o della Cina, durante la pandemia da COVID-19 (EEAS, 2023). Inserendosi in un recente filone di studi transdisciplinari e nell'ambito del progetto *****, la ricerca si propone di analizzare come la manipolazione e l'interferenza informativa viene condotta da attori statali e non statali extra-europei e i relativi impatti che questa comporta su specifici gruppi target come le comunità della diaspora in Europa. Indagando in dettaglio la soppressione informativa nei contesti diasporici a diversi livelli, la ricerca esplora le dinamiche complesse tra comportamenti individuali, comunità della diaspora, democrazie europee e regimi autocratici. Nello specifico, la ricerca qualitativa si basa sui dati raccolti nel corso di 55 interviste semi-strutturate realizzate con membri delle comunità europee delle diaspore cinese, russa, iraniana, turca, venezuelana e nicaraguense. In particolare sono state investigate le minacce (le potenziale fonte di danno) e rischi (le probabilità che si verifichi un evento dannoso) ai livello macro (Unione Europea come sistema politico), meso (riferito ai gruppi diasporici letti come gruppi non omogenei o comunità organizzate ma come numero di individui arrivati in Europa da specifici Paesi) e micro (riferito a rischi e minacce percepiti a livello individuale e personale). L'analisi dei dati identifica a livello macro l'indebolimento della democrazia, l'erosione della fiducia nelle istituzioni, la riduzione della partecipazione e l'apatia civica, e l'instabilità politica. A livello meso e micro emergono invece paura, autocensura e sospetto di essere sottoposti a sorveglianza come fattori-chiave che incidono sulla libertà di espressione e partecipazione pubblica con conseguente limitazione dei diritti fondamentali. I risultati preliminari mostrano dunque complessivamente una crescente sfiducia nei confronti dei media e delle istituzioni politiche, alimentata dalla disinformazione e dall’intimidazione extraterritoriale, aspetti che a loro volta riducono la partecipazione civile e rafforzano l'autocensura. | |
