Programma della conferenza
VIII Convegno SISCC “Crash! Ripensare l’umanità tra narrazioni e conflitti", Università degli Studi Roma Tre, 17-19 giugno 2026
Polo didattico di Scienze della Formazione, via Principe Amedeo 182b, Roma
In un contesto segnato da crisi sistemiche, polarizzazioni e conflitti diffusi, il rapporto tra narrazioni e conflitti si configura come una prospettiva cruciale per comprendere le trasformazioni della società contemporanea. Il convegno SISCC 2026, organizzato dalla Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione, propone una riflessione sulle modalità attraverso cui immagini, racconti e dispositivi simbolici non solo rappresentano le fratture del presente, ma contribuiscono anche a definirne i significati, orientare le appartenenze e rimodulare gli spazi della convivenza.
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Daily Overview |
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Sessione 5 - Panel 08: Pratiche quotidiane nelle culture digitali
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Piattaforme in conflitto: i marketplace digitali nel contesto regolativo del Digital Services Act Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Italia Le pratiche di consumo hanno subito trasformazioni profonde negli ultimi anni, accelerate dalla crisi pandemica da Covid-19, che ha rafforzato il ruolo delle piattaforme digitali come infrastrutture centrali per la gestione delle routine di consumo dei cittadini (Bartoletti et al., 2022). In questo scenario, i marketplace online non rappresentano soltanto luoghi di consumo, ma ambienti decisionali che orientano i comportamenti e possono configurarsi come spazi di vulnerabilità, in particolare per soggetti esposti come i minori. Alla luce di questo quadro, il contributo si concentra sulle principali piattaforme di marketplace online operanti in Italia, con particolare riferimento alle categorie rivolte ai minori, nel contesto regolamentare introdotto dal Digital Services Act (DSA) (European Commission, 2025). Il DSA impone alle Very Large Online Platforms (VLOPs) obblighi di identificazione, valutazione e mitigazione dei “rischi sistemici”, tra cui la diffusione di contenuti illegali e quelli che minacciano il benessere psicofisico e i diritti dei minori. Il DSA prevede inoltre che le piattaforme mettano a disposizione dei ricercatori tutti i dati pubblicamente accessibili che possano contribuire alla ricerca volta a mitigare tali rischi sistemici. Questi obblighi creano uno spazio di conflitto strutturale tra piattaforme globali, regolazione europea e ricercatori che si manifesta anche attraverso le molteplici investigazioni che la Commissione Europea conduce su queste piattaforme (si veda, ad esempio, European Commission, 2026), anche con riferimento alle violazioni dei diritti all’accesso ai dati da parte dei ricercatori. Attraverso il DSA, l’Unione Europea interviene quindi per ridefinire i confini della governance digitale, imponendo obblighi di trasparenza e accesso ai dati. La tensione investe modelli di governo del mercato contrapposti: da una parte piattaforme transnazionali orientate alla massimizzazione dell’engagement, dei consumi e della scalabilità; dall’altra istituzioni pubbliche che rivendicano la tutela dei cittadini e l’integrità del mercato unico digitale come beni collettivi. Empiricamente, la ricerca, condotta in collaborazione con il Joint Research Centre della Commissione Europea, esamina cinque piattaforme di marketplace, Amazon, Facebook Marketplace, Temu, SHEIN e AliExpress, con particolare attenzione a categorie di prodotti ad alto rischio (sigarette elettroniche, giocattoli, cosmetici, abbigliamento per bambini) e a pratiche di manipolazione degli algoritmi volte a influire sull’indicizzazione dei prodotti attraverso le recensioni. La letteratura recente documenta come prodotti privi di adeguate certificazioni di sicurezza, quali giocattoli sprovvisti di marcatura CE (Eurofins, 2024), presentino rischi concreti per i minori. Analogamente, le sigarette elettroniche rappresentano un ambito emergente di vulnerabilità: nonostante i divieti di vendita ai minori nell’UE, sistemi deboli di verifica dell’età e strategie di presentazione del prodotto ingannevoli ne aumentano l’attrattività (Modesto-Lowe & Alvarado, 2017; Rahman-Jones, 2023). Inoltre, pratiche di astroturfing e recensioni coordinate distorcono i sistemi di indicizzazione dei prodotti, replicando dinamiche di inautenticità già osservate nei social media e sollevando interrogativi circa l’effettiva conformità agli obblighi di mitigazione dei rischi sistemici (Fan et al., 2025). Questo contributo deriva dall’esperienza di uno studio più ampio, ancora in corso, che per la prima volta pone le piattaforme di marketplace davanti agli obblighi di accesso ai dati derivanti dal DSA. La presentazione documenta l’esperienza di accesso ai dati delle cinque piattaforme, mostrando la tensione regolativa sopra descritta, descrivendo le pratiche di accesso ai dati, quali dati effettivamente sono resi disponibili dalle piattaforme e con quali differenze tra le varie piattaforme, i formati e la qualità dei dati forniti. La documentazione dei processi di accesso ai dati fornisce informazioni utili sull’effettività dell’enforcement del DSA e sulla possibilità per i ricercatori di produrre conoscenza indipendente a partire da questi dati. Evidenziando sia le opportunità che gli ostacoli incontrati in questi processi, si vuole offrire indicazioni metodologiche per future indagini normative e promuovere la comprensione dei rischi sistemici nel commercio digitale contemporaneo. Algorithmic Pragmatic Rationality: Street-Level Entrepreneurship in the Bazaar Economy on TikTok Università degli studi di Napoli Federico II, Italia Introduction The expansion of second-generation social media platforms such as TikTok has significantly reshaped economic participation within what has been defined as the “digital economy at the margins” (Graham, 2019; Arora, 2019). In contexts historically characterized by informal and bazaar-based economic forms (Geertz, 1978; Deka, 2023), platforms do not simply function as communication tools but as infrastructural environments for survival-oriented entrepreneurship. Naples represents a paradigmatic case, where longstanding traditions of economic improvisation intersect with digital appropriation (Pine, 2016; Sohn-Rethel, 1990). This paper investigates how street-level entrepreneurs operating within the Neapolitan bazaar economy interpret and engage with TikTok’s algorithmic system to sustain their livelihoods. Specifically, it addresses two research questions: How do street-level entrepreneurs conceive of and interact with TikTok’s algorithm to support their economic practices? How is this engagement shaped by the pragmatic rationality characteristic of the bazaar economy? Drawing on critical algorithm studies (Gillespie & Seaver, 2016; Bucher, 2018) and scholarship on algorithm awareness (Gran et al., 2021; Siles et al., 2022), the paper introduces the concept of algorithmic pragmatic rationality: a situated, experiential mode of interacting with algorithmic infrastructures, oriented toward economic survival rather than technical mastery or ideological resistance. Methodological Framework The study adopts a qualitative, user-centric approach (Swart, 2021). Sixteen semi-structured interviews were conducted between April and December 2024 with Neapolitan street-level entrepreneurs active on TikTok in four sectors (food, clothing, luxury goods, technology). Participants were selected among highly viewed creators in each sector. The interviews explored professional trajectories, platform use, perceptions of content visibility mechanisms, and strategies adopted to increase reach and revenue. Transcripts were thematically analyzed following Braun and Clarke’s (2012) approach. Coding focused on three analytical dimensions: (1) representations of virality, (2) tactical engagements with recommendation and moderation systems, and (3) emotional impacts. Findings Three main results emerge. First, entrepreneurs articulate heterogeneous “algorithmic imaginaries” (Bucher, 2019). Some attribute visibility to external events (holidays, tourism, local celebrations). Others emphasize content quality, regular posting, and communicative skills. A minority anthropomorphizes the algorithm, perceiving it as a “despotic” decision-maker governing virality. These imaginaries guide practical experimentation rather than formal knowledge of algorithmic infrastructures. Second, participants develop a repertoire of “algorithmic tricks of the trade.” These include strategic timing of uploads, adaptation to platform affordances (e.g., performative, entertaining formats), gradual modification of content to avoid disrupting perceived algorithmic patterns, and tactics to circumvent moderation systems (e.g., visual workarounds to display contact information). Such practices resonate with the bricoleur logic described by Lévi-Strauss (1966) and with Gago’s (2017) notion of “baroque economies,” characterized by hybrid assemblages bridging formal/informal and digital/face-to-face regimes. Algorithmic engagement is thus neither purely resistant nor submissive but tactically adaptive (Bonini & Treré, 2024). Third, algorithmic engagement generates visible and hidden emotional impacts. Visible effects include frustration when virality fails to translate into sales, and exhaustion due to the need for continuous content production (Liang, 2022; Swart, 2021). Hidden effects concern the management of the “algorithmic self” (Bhandari & Bimo, 2022): entrepreneurs feel compelled to perform their online persona offline, extending algorithmically shaped self-representation into everyday interactions. These emotional investments reflect what Ticona (2022) identifies as coping strategies within insecure digital labor conditions. Discussion and Conclusion The findings suggest that algorithm awareness among street-level entrepreneurs is embedded within a broader pragmatic rationality typical of bazaar economies (Geertz, 1978; Deka, 2023).. We define algorithmic pragmatic rationality as a form of tactical algorithmic agency aligned with platform logics (Bonini & Treré, 2024). Entrepreneurs do not aim to resist TikTok’s power; rather, they seek to optimize visibility and income through situated experimentation. This rationality integrates cognitive assumptions, strategic repertoires, and affective investments into survival-oriented digital participation. ZOOMWORK: content creators e Gen Z a confronto sugli immaginari del lavoro nelle culture delle piattaforme Università degli Studi di Milano, Italia Negli ultimi anni, piattaforme come TikTok e Instagram sono diventate ambienti in cui la Generazione Z produce e rinegozia norme sul lavoro, aspirazioni professionali e attitudini lavorative (Stahl & Literat, 2022). A fronte di un mondo lavorativo sempre più precario, le piattaforme diventano mediatrici di risorse simboliche e nuove opportunità (Duffy, 2017). Sebbene la ricerca abbia esaminato estensivamente il lavoro sulle piattaforme e le culture degli influencer, minore attenzione è stata posta al ruolo dei social media nella costruzione collettiva di culture lavorative generazionali, intese come immaginari condivisi attraverso discorsi e partecipazione sulle piattaforme (Bucher, 2017). Narrating Uncertainty: Online Tarot and Conflicts over Truth in Platformed Public Spheres 1Università di Genova, Italia; 2Università degli Studi di Milano, La Statale Il contributo si propone di esaminare le pratiche di lettura dei tarocchi online come tecnologie narrative che operano all’interno dei conflitti contemporanei sulla verità, la visibilità e l’autorità simbolica. Piuttosto che considerare i tarocchi principalmente come un fenomeno spirituale, lo studio li rilegge come una pratica mediata di produzione di senso situata in ambienti informativi frammentati, caratterizzati da sfiducia nelle competenze istituzionali, rivendicazioni epistemiche concorrenti e dinamiche di post-verità. Muovendo dalle riflessioni di Foucault sulle tecnologie del sé e sui regimi di veridizione, in dialogo con la sociologia della cultura e i platform studies, il paper concettualizza i tarocchi digitali come un micro-regime interpretativo inserito in ecologie mediali conflittuali. In contesti segnati da crisi, incertezza e destabilizzazione dei quadri di riferimento condivisi, le letture di tarocchi traducono un’ansia diffusa in coerenza narrativa e stabilizzazione affettiva, offrendo forme situate di ordine interpretativo. Il contributo si basa su una ricerca qualitativa in corso condotta in Italia, che, allo stato attuale, comprende venti interviste in profondità a professioniste della lettura dei tarocchi attive su YouTube e materiali netnografici raccolti e analizzati su canali YouTube dedicati ai tarocchi nell’arco di 3 anni (2022-2025). Le interviste mettono in luce temi ricorrenti di sospensione temporale, “eterno presente”, paura del futuro e riconfigurazione di identità, relazionalità e pratiche di cura in condizioni di precarietà prolungata. Le narrazioni dei tarocchi rispondono a tali condizioni producendo schemi interpretativi attraverso cui l’incertezza diventa intelligibile e negoziabile collettivamente. Un’attenzione particolare è rivolta alle affordances di YouTube come infrastruttura di visibilità. I sistemi di raccomandazione algoritmica, le logiche di monetizzazione, i ritmi seriali di produzione e l’interazione basata sui commenti modellano il modo in cui le narrazioni dei tarocchi vengono inquadrate, fatte circolare e legittimate. In questo ambiente, le letture si configurano come performance mediate che negoziano autenticità, autorità e intimità, adattandosi al contempo alle economie di piattaforma e ai vincoli della visibilità. I canali di tarocchi operano così entro regimi di visibilità che al tempo stesso abilitano e disciplinano la produzione narrativa. Piuttosto che porsi in esplicita opposizione al sapere istituzionale, queste pratiche sviluppano spazi epistemici paralleli fondati sull’autorità esperienziale, sull’affettività e sulla prossimità relazionale. Esse articolano immaginari solidaristici e forme mediate di cura, navigando tensioni tra commercializzazione e credibilità, personalizzazione e risonanza collettiva, adattamento e resilienza. In tal modo, partecipano a conflitti più ampi sulla legittimità, sull’inquadramento narrativo e sulla modulazione del consenso nelle sfere pubbliche digitalmente mediate. Collocando i tarocchi online nel dibattito sui regimi informativi, sulle affordances delle piattaforme e sulla costruzione narrativa nelle crisi contemporanee, il paper propone i tarocchi come un osservatorio empirico per analizzare come le comunità riconfigurino senso, autorità e visibilità nei conflitti del presente. | ||