Programma della conferenza

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Panoramica della sessione
Sessione
SES/W2B: Web Session 2B - Contributi Scientifici
Ora:
Martedì, 30/08/2016:
15:00 - 17:30

Chair di sessione: Giorgio Poletti, UNiversità di Ferrara
Luogo, sala: Virtual Conference Room #2

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Presentazioni

DIGITAL COMMUNICATION: TECHNIQUES AND MODELS

Ritamaria BUCCIARELLI

Università degli studi di Salerno

The will of building a structure in education results from the urgency to meet with electronic instrument to the traditional paper-based. In today's society, the use of technology in the management and processing of information is growing in strategic importance for professional communication and, above all, for the reception of broadcast messages in real time. The educational tools are changing, the dictionary gives way to corpora for direct consultation for online teaching and translation. The idea developed by a group of linguists and computer technologists of Work Tools: specialist ambivalent body language, for communication in real time and for teaching. It has the advantage, unlike the others, to make use of fixed forms, bent and acronyms to play specialized languages, so it is composed of :a database that may be changed from time to time; a text type that allows the user to compose, decompose and reformulate the text using acronyms, fixed phrases, but especially with replacement techniques to manipulate images of the sentences DS -DGS reproduction of synthetic text - German Translation - etc. - scroll in real time on the bar.


BLENDED EDUCATION: APPRENDIMENTO DEGLI ADULTI

Carmelina MAURIZIO

Iis Avogadro, Italia

L'adulto in apprendimento ha bisogni educativi speciali: deve ottimizzare i tempi e raccogliere i risultati, deve avere strumenti e risorse in ogni momento utile per la sua formazione/autoformazione, ha inoltre necessità di alimentare costantemente la sua motivazione e abbassare i livelli di ansia da prestazione. Questi fattori diventano esponenzialmente importanti se l'adulto è lontano dallo studio o da percorsi strutturati da molto tempo e se il percorso di formazione è "imposto" dalla situazione professionale in cui si trova (riqualificazione, aggiornamento titoli, etc.). Il modello blended consente di raggiungere molti obiettivi e si propone come una valida alternativa all'apprendimento degli adulti: offre infatti modalità compatibili con stili cognitivi variegati, diverse intelligenze, motivazioni differenti. Il percorso delle docenti della primaria per l'apprendimento della lingua inglese (livello B1), nell'ambito del Piano Nazionale del Miur si pone come un modello significativo di formazione blended, con il valore aggiunto del potente miglioramento delle competenze digitali delle corsiste. Il contributo vuole essere una riflessione sui vantaggi - cognitivi e trasversali - che l'approccio blended offre, in un contesto specifico, che fa riferimento ad un'esperienza decennale.


PATENTE CIVICA

Gennaro COLACICCO

Andresani Multimediale, Italia

La rivoluzione digitale sta rigenerando tutte le strutture sociali in conseguenza della rigenerazione delle strutture stesse del pensiero; questo tuttavia senza intaccare le categorie basilari della razionalità e della socialità. La polis è una di queste categorie.

Cambiano però le forme e cambiano le regole. Si rende quindi necessario promuovere l'evoluzione della polis in smart city attraverso la formazione mirata dei nuovi cittadini di quella democrazia partecipativa che l'innovazione digitale e le tecnologie smart rendono ora pienamente possibile.

A questa esigenza intende rispondere il progetto Patente civica, la cui adozione da parte dei Comuni, o consorzi comunali, è condizione prioritaria per il loro sviluppo sostenibile. Il progetto è articolato in moduli tematici e per competenze.

Tre sono gli ambiti tematici: le tecnologie ICT, l'e-Government e le Smart city. In base ad essi il percorso formativo è articolato su tre livelli: Cittadinanza digitale, Cittadinanza attiva, Cittadinanza intelligente (o creativa).

Tre sono anche gli ambiti di competenze, in funzione dei quali ogni corso viene rimodulato, e sono quelli relativi ai destinatari del progetto: le scuole di ogni ordine e grado, i cittadini e gli amministratori sia tecnici che politici.


NAÏVE VIDEO: IMPARARE DALLE SENSAZIONI DI CHI GUARDA PER APPRENDERE

Diego FANTOMA

Università di Trieste, Italia

Produzione di video didattici: presentazione di un'analisi basata sulle sensazioni percepite dai discenti, approfondita tramite la ricerca dei motivi scientifici - e non solo - di induzione di tali sensazioni, e un progetto che propone di risolvere i problemi percettivi, cognitivi, tecnici e tecnologici riscontrati.

Il progetto Naïve (ingenuo) si propone di affrontare in modo più ampio e integrato possibile le problematiche di produzione e fruizione dei video didattici per come ingenuamente, appunto, affrontati da docenti e discenti allo scopo di delineare delle linee guida generali per ridurre al minimo lo sforzo cognitivo, basandosi su ragionamenti che traggono origine dalle scienze della visione, da fondamenti di comunicazione e dalle tecniche di ripresa.

Si tratta di un ragionamento complessivo che può dare le basi per una serie di ricerche specifiche nella produzione di contenuti video.


CLIL: A CHALLENGE FOR NEW LEARNERS

Maura ZINI1, Alda BARBI1, Raffaella SPAGNUOLO2, Giorgia BELLENTANI2

1Miur, Italia; 2Fondazione Golinelli

Un corso di formazione che coniugasse le esigenze di conoscere meglio l’approccio CLIL e promuovesse l’utilizzo di nuove metodologie didattiche per innovare il modo di fare scuola: questa la sfida che abbiamo proposto a 40 docenti di Scuola Primaria provenienti da diversi Istituti della regione. Il focus: motivare i docenti a introdurre il CLIL in classe per il potenziamento delle competenze linguistiche e disciplinari degli studenti, curando al contempo lo sviluppo delle soft skills. Il prodotto finale: un e-Book nell’accezione di e-Portfolio costruito in maniera collaborativa con materiali e proposte sperimentati in classe, un luogo virtuale che fosse al contempo ‘spazio di lavoro’ e ‘ vetrina’ (workplace and showcase). Le diverse fasi di lavoro sono state mirate ad apprendere le basi metodologiche del CLIL, progettare Unità di Apprendimento in gruppo, sperimentare in laboratori, applicare in classe e documentare, tramite esposizione orale, quanto realizzato. L’e-Portfolio del nostro corso racconta non solo ciò che abbiamo realizzato una volta giunti a destinazione, ma anche tutte le tappe del ‘viaggio’ percorso insieme e contiene gli strumenti con i quali ci siamo confrontati. Si può considerare in effetti il racconto digitale di questa bella avventura.


PENSIERO COMPUTAZIONALE, CODING E PROBLEM SOLVING PER IL SOGGETTO OCCUPABILE

Maria Grazia CELENTANO

UNIVERSITA' DEL SALENTO, Italia

Il concetto di occupabilità e la difficile transizione dei giovani dalla scuola al mondo del la-voro, oggi più che mai rivestono grande importanza. Molti si interrogano su quali strategie sia possibile attuare per colmare la carenza di competenze e adeguarle ai bisogni del sistema economico. L’articolo cerca di ricostruire il nesso tra problem solving, coding e strumenti del pensiero computazionale perché utili allo sviluppo di competenze trasversali al fine di rendere occupabile il soggetto. Tutto ciò alla luce di non poche difficoltà incontrate nel corso di una esperienza didattica in contesto universitario.



 
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